The end …?

•2 febbraio 2011 • 2 commenti

Domani si torna a casa, a casa ad Osaka si, ma ancora cinque giorni e l’avventura e` finita, si torna a casa sul serio, in Italia. Okinawa e` un’isola che ti rimane nel cuore, e` un posto dove ti viene voglia di vivere, dove il clima e ` mite anche d’inverno, dove trovi la citta`, la modernita` giapponese con tutte le sue stranezze che la rendono tanto affascinante; ma anche tanta natura, tante bellissime spiagge ed un mare favoloso, dove ad un’ora di traghetto puoi passare una giornata in un’isola semideserta dove piove, ci sono i terremoti e le tende hanno i buchi :D . Credo siano sensazioni che una persona deve provare di persona per capire realmente, credo sia merito anche dei grandi amici con cui ho passato queste ultime due settimane (e i sei mesi prima) in giro per il giappone zaino in spalla girovagando senza una meta precisa e facendo solo quello di cui avevamo voglia, senza pensare troppo, senza preoccupazioni… liberi!

Tante persone quando si parla di viaggiare, di andare in posti lontani, di spendere soldi per andare chissa` dove con chissa` chi, sono restie e tendono a chiudere la mente e la loro testolina in quella minuscola realta` che e` la nostra vita di tutti i giorni. Io credo di essere fortunato, molto fortunato, perche` ho avuto la possibilita` di fare questa esperienza stupenda, certo credo di averci messo anche del mio perche` me la sono andata a cercare e di questo ne sono orgoglioso e felice. Ora penserete che questa e` la solita solfa malinconica e forse un po’ avete ragione ma credo che siano esperienze che bisogna provare di persona, nessun racconto, nessuna foto o video puo` lasciarvi quello che un viaggio cosi lascia dentro ad una persona. Detto questo, ora e` tempo di salutarci, con la speranza e la voglia di poter vivere una simile esperienza ancora e ancora nella vita, perche` cosi da vecchi avremo sempre qualcosa da raccontare fumando la pipa sulla sedia a dondolo.

Grazie mille a tutti gli amici che ho conosciuto, grazie alle persone che mi hanno voluto bene, grazie a chi mi e` stato vicino, a chi mi ha insegnato qualcosa, a chi mi ha fatto fare nuove esperienze… grazie di cuore a tutte le persone, i luoghi, le cose che hanno contribuito a rendere questa esperienza cosi speciale, cosi unica. GRAZIE!

Sandro

ありがとううううううう!

PS: The end…. ?

Viaggione del Secolo: V Parte – Zamami Island, secondo giorno.

•2 febbraio 2011 • Lascia un commento

Sono le cinque del mattino, credo, sento meta` del mio corpo decisamente infreddolita e l’altra meta` acciaccata dalla comoda panchina, mi guardo intorno e l’oceano e` ancora buio e solo lievemente illuminato dal faro che da sul porticciolo. Mi siedo, totalmente rinco, neanche avessi dormito tre ore su una panchina all’aperto al freddo… penso che dovrei dormire un altro po’ perche` da li al traghetto il giorno dopo c’erano ancora diverse ore, mi ristendo ma non riesco, l’aria umida e fredda della notte che viene dal Pacifico e` fastidiosa e ti penetra nelle ossa. Persisto a rigirarmi per un po’ finche` anche Matt si sveglia e dopo poco anche Andreas; anche loro cominciano a sentire il freddo, perche` si sa, il momento piu` freddo della giornata e` l’alba e piu` ci si avvicina piu` la temperatura cala. Decisamente stanchi e un po’ irritati dalla situazione, decidiamo di cercare un posto alternativo da usare come giaciglio e ci avviamo cosi` verso il paese trascinandoci svogliatamente e imprecando a piu` non posso verso quel maledetto che ci ha affittato una tenda stile scolapasta (lui e tutti quelli come lui gli venisse un coccolone!).
Ovviamente di restare all’aperto non se ne parlava, dovevamo trovare un posto al chiuso… ora cavolo sembra una cazzata ma:
- siamo in un paesello di 50 anime
- su di un’isola dispersa
- ostelli o simili non esistono
- sono le 5 del mattino
- c’e` un fottuto freddo
- la tenda ha un laghetto dei pesci rossi dentro
- tutto e` bagnato dalla fuckin’ 雨 (pioggia)
dove diavolo andiamo?

Il primo posto che ci e` passato per la testa e` stato una specie di magazzino/ripostiglio infilato sotto le gradinate vicine ad un campo da calcio se non sbaglio lungo la strada che porta al campeggio; ci incamminiamo, arriviamo davanti alla porticina di ferro ed e` aperta, bene, Andreas entra a dare un’occhiata ma dice che non e` fattibile perche` troppo pieno di roba, non ci stiamo, io sarei anche stato ma vabbe. Torniamo quindi verso il paese con gia` una mezza idea di star svegli ad aspettare il traghetto, passiamo davanti ad una struttura abbastanza grande che sembra una palestra di una scuola, mi avvicino alla porta a vetri e spio dentro: pavimento di legno, un palcoscenico e tante sedie, sembrava piu` un teatro o una sala conferenze, non so pero` il pavimento di legno significa caldo, o meglio meno freddo e poi e` comunque al chiuso. Senza tante speranze provo, giro la maniglia , chiusa… e che palle! Un po’ scazzato faccio per andarmene e passando provo ad aprire la porta a fianco: aperta! ma vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!

Contenti della nostra conquista, prendiamo possesso del fortino: chi si stende sulle sedie, chi per terra, chi vicino alla finestra. Finalmente un posto dove fare un pisolino in attesa del giorno dopo! Ole!!!
Fatta direi, ora si riposa un po’ e la mattina dopo ci facciamo una grassa colazione e ce ne andiamo a prendere il traghetto cosi torniamo alla civilta`! sarebbe ora!



Sto dormendo, (non che io mi ricordi me stesso che dorme) ma so che stavo dormendo, e` passata circa mezz’ora da quando siamo arrivati nel nuovo giaciglio, qui si riesce a dormire meglio senza la brezza marina. Sento qualcosa che mi muove ma sapete quando siete stanchi non ci fate troppo caso; credo un attimo dopo o qualche decina di secondi, non so di preciso perche` sono nel dormiveglia, qualcosa mi muove con decisamente piu` forza, sale forte un rumore che sembra un lungo tuono, non sono io che mi muovo, e` il pavimento che mi muove! Credo di essere saltato direttamente da steso per terra in piedi vicino al muro:

Buongiorno terremoto!

Una bella scossa devo dire, il tutto ballava abbastanza! Credo sia durata una trentina di secondi e poi si e` placata. Queste le info relative al terremoto:

Magnitude 7.0
Date-Time
* Friday, February 26, 2010 at 20:31:27 UTC
* Saturday, February 27, 2010 at 05:31:27 AM at epicenter
* Time of Earthquake in other Time Zones
Location 25.902°N, 128.417°E
Depth 22 km (13.7 miles) set by location program
Region RYUKYU ISLANDS, JAPAN
Distances
80 km (50 miles) ESE of Naha, Okinawa, Japan
455 km (285 miles) ENE of Ishigaki-jima, Ryukyu Islands, Japan
665 km (415 miles) SSW of Kagoshima, Kyushu, Japan
1530 km (950 miles) SW of TOKYO, Japan

Il terremoto e` stato di magnitudo 7 che e` decisamente alta pero` essendo l’epicentro ad 80 km l’intensita` percepita da noi era inferiore, difatti non ci sono stati danni, solo un risveglio un po’ turbolento.

Comunque sia, tornando a noi, finita la scossa io sinceramente di dormire voglia proprio non ne avevo anche perche` ne avevo i maroccoli pieni di quella nottata quindi tanto valeva starsene svegli. Ero li in piedi che spiavo fuori dalla finestra mentre gli altri due si rimettevano a dormire, il terremoto in se non che mi crei problemi, piu` che altro perche` in Giappone non sono mai un problema visto che ci convivono; la cosa che pensavo io era il fatto che stavamo dormendo a tipo cinque metri dall’oceano e se per caso dovesse fare un po’ di tsunami post terremoto magari non sarebbe il posto migliore dove stare. Pongo cosi la faccenda a Matt ed Andreas che mi dicono che se ci fosse un presunto pericolo darebbero l’allarme, la cosa un po’ inquietante della faccenda e` semplicemente che di li a cinque minuti la gente del luogo ha iniziato a venire verso la spiaggia, chi con il motorino, chi a piedi, chi in auto, la gente arrivava sulla spiaggia tutti con una torcia a scrutare il livello dell’acqua per verificare un eventuale pericolo. Essendo queste persone che abitano li da una vita probabilmente sanno come funziona e difatti tempo cinque minuti e una simpatica sirena seguita da una voce ha avvertito la gente di portare attenzione. Detto questo siamo usciti dal nostro rifugio e siamo andati al porto dove c’erano altre persone, abbiamo chiesto qui e la com’era la situazione ma tutti dicevano che non arrivera` nessuno tsunami.
Ormai svegli e con il cielo che stava schiarendo la voglia di dormire era svanita cosi ci dirigiamo verso il paese e seguiamo la strada che sale su per la collina dell’isola, camminiamo per qualche centinaio di metri finche` un pulmino arriva da dietro di noi e si ferma al nostro fianco: questa si chiama organizzazione ed efficienza giapponese :D cioe` capite questi quattro gatti in sta isoletta dispersa hanno un pulmino che in caso di pericolo prende su la gente e la porta sulla cima della collina dove c’e` una casetta rifugio dove stare in caso di pericolo….sono proprio giapponesi!

Una volta ritornati in paese, recuperati Andreas e Christian, abbiamo comprato il biglietto per il traghetto di ritorno e ce ne siamo tornati alla mai tanto amata civilta`.
La giornata successiva ci siamo svaccati allegramente all’ostello prima e poi siamo andati a fare un giro per la citta`; l’organizzazione giapponese ancora una volta ci ha stupito, essendoci stato un tsunami warning advisory della Japan Metereological Agency in citta` c’era polizia ovunque che chiudeva le strade, e gli accessi alle spiagge, fosse successo da noi sarebbero ancora tutti in panico e ci sarebbe tutto bloccato. Alla fine abbiamo passato il pomeriggio a chiaccherare con una signora giapponese mentre attendavamo con tante altre persone di vedere questo fantomatico tsunami che alla fine non e` mai arrivato. In compenso questa signora ci ha poi portato in giro per Naha e prima di salutarci ha regalato ad ognuno un piccolo portacandele in vetro soffiato super colorato molto bello: cari che sono i giappici!!! :D

Credo sia la fila di distributori automatici piu` lunga del globo :) e peraltro non era nemmeno che ne so, in una grande stazione!


Solo i giappici potevano costruire una sopraelevata che passa praticamente a cinque metri dalla spiaggia...


La sera poi abbiamo fatto cena assieme ad un po’ di gente in ostello e abbiamo passato la serata ciaccolando e facendo un po’ di casino e poi ce ne siamo andati svogliatamente a dormire pensando che l’indomani avevamo l’aereo per il ritorno.

Buona notte!

Da sinistra: Matthias, Christian e Andreas.


Ryoko


Naomi

Viaggione del Secolo: V Parte – Zamami Island, primo giorno.

•2 febbraio 2011 • Lascia un commento

Zamami Island e` un’isoletta con una manciata di abitanti che si popola apparentemente solo durante la stagione turistica, fa parte dell’arcipelago delle Kerama Islands ed e` a circa un’ora di aliscafo da Naha, il capoluogo di Okinawa.

Zamami Island

Le Kerama Islands

Dopo questa introduzione storico geografica culturale torniamo a noi: decisi a vivere l’avventura io, Matthias e Andreas (Jose era rimasto con Aya e Golf) impacchettiamo tutto negli zaini, piu` vestiti sporchi che altro :P e ci incamminiamo verso il porto dove il traghetto ci attendeva. Comprati i biglietti di sola andata ci imbarchiamo e conquistiamo un simpatico pezzo di pavimento dove dormire durante il viaggio… ecco dire dormire e` un po’ estremo, direi che centrifugare e` un termine piu` azzeccato: credo di non avere mai fatto un viaggio piu` dondolante di quello, sembrava di essere dentro una di quelle bocce che se scuoti fa l’effetto neve che cade, data in mano ad un bimbo schizzofrenico… per mia fortuna non soffro il mal di mare anche se devo dire che un po’ di nausea mi e` venuta!

Anyway, con l’avvicinarsi della meta` il profilo dell’isola si fa sempre piu` nitido e il mare vicino alla costa e` a dir poco cristallino! Il tempo e` un po’ incerto il che non ci fa sperare troppo bene ma non temiamo e portiamo i nostri fondoschiena a terra.

Nel porticciolo del mini paesello di 20 case si e no abbiamo fortunatamente trovato una specie di punto informazioni dove chiedere cosa potevamo fare delle nostre inutili vite; da bravi uomini duri non potevamo fare altro che noleggiare una tenda con cui campeggiare in un qualche posto a caso e, cosa ancora piu` importante noleggiare delle canne da pesca con cui cacciare la nostra cena! muahahah! Gentilmente la tipa ci dice che possiamo ritirare la tenda al campeggio che c’e` a 10 minuti di cammino da li, perfetto, abbiamo un posto dove dormire e una cena da procacciare, pranziamo al ristorantino del luogo e poi si va!

Piatto a base di goya (il cetriolo bitorzoluto di Okinawa) e ovviamente riso. Veramente buono!

Rifocillati ci avviamo verso la nostra casetta di tela da montare,

il tempo non sembra migliorare ma per lo meno rimane caldo anche se il vento comincia ad essere quasi fastidioso, speriamo in bene. Eccoci arrivati al campeggio!

 

o_O
O_o


Quello che ci troviamo davanti e` nientepopodimeno che la nostra bellissima tenda: va che roba! (vedi foto!)












ma come non la vedete!?








ma e` cosi chiara!








non vedete quel bellissimo campeggio pieno di accoglienti personcine che ci danno la tenda??






ok ok ora vi mostro meglio!





Eccola!

E l’accogliente campeggio:

Ci siamo spaccati dalle risate quando l’abbiamo vista, questo viaggio non ce ne sta risparmiando una di stranezze e cosi deve essere e volevamo che fosse! XD

Esplorata un po’ la zona scopriamo di non avere bagni o docce che siano il che non ci crea problemi alcuni, viva la natura; dopo l’approfondito studio basato sul metodo scientifico decidiamo di piantare la tenda sotto degli alberi vicino alla spiaggia e preparare poi le nostre fide canne da pesca, obiettivo catturare grosse quantita` di pesci prelibati per cena, a vederci chi dubiterebbe mai della nostra competenza?

Voi ora non andate a cercare l’ago nel pagliaio, e che cavolo, dopo un po’ presi dai sensi di colpa nei confronti dei poveri pesciolini innocenti abbiamo deciso che essendo noi ambientalisti convinti non potremmo fare del male a cotali bestiole!

Inutile dire che non abbiamo catturato nemmeno l’ombra di un pesce XD

Rinunciato alla pesca d’altura (nel senso che il molo era piuttosto alto) decidiamo di andare a fare un giretto in paese, per comprare qualche provvista e cercare qualcosa da fare.

Come potete intuire il giretto e` durato tipo 4 minuti e mezzo. Dopo aver cazzeggiato un po’ la fame comincia a farsi sentire nonostante sia ancora abbastanza presto, il tempo stava peggiorando e ci infiliamo quindi nello stesso ristorantino del pranzo. Siccome noi la sfiga ce la tiriamo dietro tempo una mezzora e come per magia, e giuro e` stato un cambiamento fulmineo, e` cominciato un acquazzone a dir poco esagerato, sembrava ci fosse gente che tirava secchi di acqua giu dal tetto!
Bene facciamo il punto della situazione:
- siamo in un’isola semideserta
- non c’e` nulla da fare
- la tenda e` a buoni 15 minuti a piedi e al totale buio
- piovono secchi di acqua
che si fa che non si fa, usciamo dal ristorante e ci accampiamo nel porticato di sotto dove ascoltiamo un po’ di musica, beviamo birrette e aspettiamo che spiova. Passa il tempo e nulla cambia, nulla cambia finche` ad un certo punto (direte voi: smette di piovere… seeeeee) compare un ragazzo, occidentale a piedi nudi, che viene dalla strada buia che va al campeggio… si ferma sotto l’acqua ci guarda, noi lo guardiamo e cosi abbiamo un nuovo membro del gruppo: si chiama Christian, e` americano ed ha la tenda vicino alla nostra a quanto pare, in piu` studia ad Osaka e sopratutto e` l’americano meno orgoglioso di essere americano che io abbia mai visto!

Beh dopo qualche ora finalmente la pioggia smette e vaghiamo cosi a caso per il paese buio e dormiente senza nessun apparente segno di vita, gira a destra, gira a sinistra, ci troviamo davanti a quello che sembra proprio un bar (se cosi si puo` chiamare, era piu` un izakaya)…ci infiliamo dentro al volo e ci sediamo al bancone vicino a dei vecchiacci giappici decisamente ubriachelli e cosi tra una birra e l’altra cominciamo a parlicchiare con questi abitanti del luogo e con la barista ancora piu partito dei clienti e la barista sua moglie che continuava a tenerlo a distanza finche` e` scomparso nel retrobottega e non e` piu` tornato… mah! La serata passa velocemente e quando il bar si accinge a chiudere ci incamminiamo verso la tenda.
Ok ora, va bene l’isola deserta, va bene il campeggio chiuso e completamente al buio, va bene il tempo di merda, va bene il paesino senza nulla, va bene tutto ma arrivare alla tenda, mettere un piede dentro e sentire la sensazione di avere pestato in una pozzanghera e` proprio sfiga! Insomma abbiamo la tenda che pare un laghetto per le rane quindi dormirci e` infattibile, ole! L’unica cosa da fare e` quindi dormire all’aperto, pero` avendo piovuto tantissimo tutto e` bagnato e dormire per terra si fa si ma dormire sul bagnato e` un po’ troppo. Dopo una serie di imprecazioni in almeno 4 lingue diverse abbandoniamo la tenda e torniamo verso il paese alla ricerca di un posto dove passare la notte non dico al caldo ma per lo meno all’asciutto. Il miglior candidato si e` rivelato essere il porto dove abbiamo fatto incetta di panchine, e abbiamo dormicchiato piu` o meno; Christian che aveva una mini tenda (asciutta) verso credo le 3 del mattino e` andato la perche` nonostante fosse un clima sub tropicale dopo tutta quella pioggia la notte cominciava ad essere freddina…

continua…

Viaggione del secolo: IV Parte – Okinawa

•1 febbraio 2011 • 2 commenti

Cari miei, dove eravamo rimasti? A Beppu, dopo due giorni di rilassamento totale negli onsen in mezzo ai boschi… andiamo a cercare ancora piu` rilassamento ad Okinawa, e sopratutto caldoooooooo! :D
Okinawa per chi non lo sapesse e` un’isola sub-tropicale (ovvero sotto il tropico o credo sia cosi) che rappresenta la prefettura piu` a sud di tutto il Paese del Sol Levante,

Okinawa prefecture

la temperatura in questo periodo e` variabile (si beh se questo si puo` dire variabile…varia piu` la mia temperatura corporea quando ho la febbre!) in media da 21 gradi di giorno a 20 gradi di notte… appero` direte voi! E noi pure ! :) Il nostro terrore piu` grande era quello di non trovare un tempo(atmosferico eh non e` che non sappiamo decidere se stare al sole dopo le una per paura di scottarci) che fosse propriamente adatto a fare il bagno in quei paradisi che ci sono la sparsi ovunque.
Comunque sia preso l’aeroplanino, dopo i controlli bagagli giapponesi che controllano tutto e sempre, compreso il bagaglio che va in stiva, siamo in rotta verso queste belle isolette… il panorama e` spettacolare e il tramonto non lascia il tempo di respirare… stavo a ‘mori`!

La vista del tramonto sopra il Pacifico tra Fukuoka ed Okinawa

Tempo un’oretta e mezza e ci prepariamo ad atterrare, dopo tanto tanto oceano, si intravvedono le prime lingue di terra, cazzo alla fine ce l’abbiamo fatta sul serio, Okinawa! E pensare che fino a pochi giorni prima avevamo solo il biglietto del bus Osaka-Fukuoka…Yattaaaaaaa!!!

 

Prima impressione: caldo cazzarola, caldoooooo e tanto umido! ma quanta voglia avevo di starmene al caldo in maniche corte! Da Dio! Cavolo tutto alla perfezione, siamo stati bravi direi!

Qui ad Okinawa ci stavano aspettando due amiche che studiano con noi ad Osaka, arrivate il giorno stesso in aereo da la: Golf e Aya rispettivamente la mia mamma e zia adottive dalla Thailand e dalla France/Giappone :D Usciamo dal ritiro bagagli dell’aeroporto, incontriamo le nostre amiche che erano venute a prenderci, e ci dirigiamo verso il banco informazioni per farci dare una mappa e chiedere dove e` disperso il nostro ostello. La signorina del primo bancone mi dice gentilmente che devo andare al successivo perche` quello e` per qualcos’altro, quella dopo mi dice qualcosa di simile e finalmente alla terza vado bene (avro` la faccia antipatica o puzzavo.. bah) :

Io: “konbanwa, vorremmo sapere dov’e` questo ostello…” – e le porgo il folgietto con il nome.
La tipa: “si ora le mostro sulla cartina… ecco vede e` qui!”

Io: O_o
Io: O_-
Io: o_O
Ancora io: -_-
La tipa: …
Io: … (mi guardo attorno con occhi supplichevoli ed in cerca di supporto…)
La tipa: …
La tipa: …
Io: O_O

non ci credo… ecco ricordate prima che si diceva che era andato tutto liscio… beh insomma la cagata dovevamo pur farla anche qui… cioe` e` come se avessi chiamato prima di arrivare in aeroporto una ditta di riciclo rifiuti organici:

“salve, vorrei ordinare una montagna di cacca da scaricarmi in testa per il mio arrivo a Naha(la capitale di Okinawa)”
“Oh si certo non si preoccupi e` la nostra specialita`, le mando un camion espresso… la vuole fresca o d’annata?”
“assolutamente fresca fumante!”
“perfetto, abbiamo giusto gli arrivi di stamane”
“wrooom wrooom wroommm….gniii. pii pii pii pii pii(retromarcia)…. spataproffffffff “

Insomma sto piffero di ostello che abbiamo prenotato a Fukuoka era a quasi tre ore di autobus da Naha… ovvero dall’altra parte dell’isola…insomma abbiamo capito che quando abbiamo cercato online abbiamo cercato “ostelli Okinawa” e non Naha… beh e che si fa mo’? sono le sei di sera e direi che di andare fin la non se ne parla… con gli occhi tipo quelli del gatto con gli stivali di Shrek ho supplicato la tipa di chiamare ed annullare la prenotazione e per fortuna non c’e` stato nessun problema. Grande siamo a posto! o meglio siamo senza un posto dove dormire… occhioni di nuovo e et voila` ecco un bel posticino alla Sora house per circa 16 euro a notte.

Sistemati ci avviamo verso il centro della citta` in autobus, al primo impatto sembra non molto diversa dal giappone solito, in realta` si nota la presenza dei 65.000 soldati americani(residenti in Okinawa) e comunque la lontananza dal resto del paese; questo perche` c’e` un’atmosfera un poco piu` occidentale li, e` un po’ piu` sporco in giro, e` un po’ meno ordinato… comunque sia scesi dal bus fatti due passi con la brezza leggera della sera che ci accarezza soavemente e ci fa capire quanto bene si possa stare in questo arcipelago spettacolare. Arrivati nella nostra nuova casa, abbastanza stanchi e piu` che abbastanza puzzolenti, ci infiliamo su per le scale verso l’ostello situato al quarto e quinto piano di un edificio. Ci accoglie Naomi (caruccia :P ) che ci spiega tutto e prenotiamo per due notti; il posto e` molto accogliente e pare di essere in una casa privata, niente chiavi per le camere, cucina piccolina, bagno piccolo ma pulitissimo… insomma non so come spiegarvi ma aveva poco dell’ostello a vederesi (e in senso positivo eh!).

Sistemata la roba nelle camere, alias lanciato tutto sul letto, fatto un caffettone e una doccia, ci avviamo verso il punto d’incontro deciso per andare a cena… le prime impressioni su Naha e` che non sia una citta`molto strana pero` si vede che e` diversa dalle altre: piu` sporco in giro, piu` casino, piu` stranieri, insomma ha un che di differente difficile da spiegare… Comunque sia la cena e` andata bene e abbiamo deciso per una serata tranquilla in modo da recuperare le forze. Dopo una grassa cena a base di noodle, un tofu strano che sembrava ricotta e una specie di cetriolo super bitorzoluto (Goya) che a quanto pare e` una cosa super tipica di qui (si trovano anche i portachiavi!) siamo tornati a “casa” e abbiamo dormito di gusto.

Giornata in compagnia tutti insieme, dormire con la finestra aperta, l’arietta fresca che un po’ sa di mare, il sole che accende tutti i colori e fa sembrare bello anche il grigio del cemento: una giornata molto invitante! L’idea per quest’oggi era di andare a vedere una ricostruzione di un villaggio antico tipico di Okinawa, poi andare a fare un giro sulla scogliera di “non ricordo il nome” dove c’e` un posto molto famoso con due scogli legati da una corda, il che ha tutto un significato che mi dispiace ma proprio non mi viene in mente.
Deciso e approvato il piano, andiamo a prendere il bus che sembra avere 30 anni e ci facciamo la nostra gita di un’oretta tra panorami stupendi, acque turchine e… basi militari. La nostra fermata era proprio davanti al villaggio e, nonostante sia una cosa tipicamente turistica, devo dire che il posto meritava. Praticamente e` un insieme di case/edifici costruiti come da tradizione e con all’interno anche alcuni artigiani che preparavano e vendevano prodotti tipici, uno su tutti le porcellane. Dopo la visita alla zona dei serpenti Habu (molto velenosi) da cui qui ricavano svariate cose tra cui anche un liquore molto particolare tenuto in una bottiglia in cui e` arrotolato un serpente Habu intero;

Se non fosse che e` vietatissimo esportare in Europa animali seppur morti, ne avrei presa una subito!


ci siamo fermati a fare una “bevuta” rifocillante di latte direttamente da dentro il cocco… il banchetto dove li vendevano era molto bellino e invitante, con tutti sti bei “cocconi” verdi e succulenti e una giappa che ti sorrideva simpaticamente, poi ti avvicinavi, gli compri un cocco e questa tira fuori una specie di macete e con tre colpi secchi taglia la “testa” alla povera noce: sembrava Silvester Stallone in Rambo! “Gonfi” di energie, andiamo a prendere un altro autobus che ci dovrebbe portare alla fantomatica scogliera; il posto e` molto bello e suggestivo, dicono sia famoso per i tramonti ma erano ancora le una del pomeriggio… cavolo dobbiamo cibarci di qualcosa e poi trovare qualcosa da fare per passare il tempo, cosi assaltiamo un combini ( un convinient store) e mangiamo a capofitto dei bento seduti all’ombra di un alberello simpatico(si era proprio simpatico). Ora facciamo il punto della situazione:

- abbiamo mangiato
- dobbiamo aspettare il tramonto
- sono le una del pomeriggio
- siamo ad Okinawa

Se uno piu` uno fa due e anche se facesse tre a noi non importa, la cosa piu` ovvia da fare nonostante le nostre menti da gente del nord e` quindi andare in spiaggia! Dico che siamo genti del nord perche` magari non vi rendete conto o per voi non e` cosi strano, ma a me di andare in spiaggia a fine Febbraio fa proprio tanto strano… sopratutto perche` arrivati la il posto era bellissimo e nel giro di un nano secondo eravamo tutti in mutande a sguazzare nell’oceano! E pensare che ci avevano detto che l’acqua era fredda e bla bla bla… ma se quella la chiamavano fredda io sono una renna di Babbo Natale! E` difficile da spiegare, troppo bello! Poi con il fatto che non c’erano turisti dato il periodo, era una spiaggia quasi tutta nostra, cioe` c’erano resti di coralli ovunque! Spettacoloso!
Ora non vi dico quante stronzate abbiamo fatto in quella spiaggia, vedrete le foto, ma devo dire che e` stata proprio una bella giornata!

E` ormai ora del tramonto e ci avviamo a piedi verso la scogliera, arrivati a destinazione troviamo un gruppo di giappici che da bravi stanno tutti lungo il “perimetro” del sentiero ad ammirare il sole; noi da buoni europei decidiamo che da una posizione piu` “avanzata” ci sarebbe stata una visuale migliore, cosi scavalchiamo e ci incamminiamo… ecco quando dicevo (non ricordo se l’ho gia` scritto in altre occasioni o meno ma e` lo stesso) che i giappi rispettano le regole si molto piu` di noi, ma hanno solo bisogno di una “spintina” e anche loro si lasciano andare alle piu` temibili trasgressioni (scavalcare una cordicella eh!), insomma appena hanno visto noi tutti si sono messi a scavalcare e ad andare verso il bordo della scogliera.
Beh di quel tramonto che causa nuvole non e` stato un granche`, ricordo piu` due piccoli Buddha di pietra sorridenti e pacifici messi la tra le rocce della scogliera senza nessuna indicazione, anzi quasi nascosti per assicurare loro pace e serenita`; erano proprio bellini!

Or ora dato anche il brutto tempo che si avvicinava andiamo a prendere un bus per tornare verso la civilta`, grassa ronfata e pure risate sentendo Jose lamentarsi di aver perso le mutande XD. In un’oretta abbondante siamo di nuovo nel caos ordinato di Naha. Obiettivo ora, andare a mangiare qualcosa e poi fare un giro per la via principale della citta` per fare shopping a go-go! Io comprerei tutto!

La serata e` scorsa via tranquillamente e arrivati in ostello abbiamo ciaccolato del piu` e del meno in compagnia di altri ospiti, suonato il sanshin (strumento tradizionale di Okinawa tipo mandolino a tre corde) e poi fatto tante nanne… I programmi per domani, penultimo giorno in questo paradiso, sono di affrontare la natura selvaggia e immacolata che le mini isolette tropicali tutto attorno ad Okinawa offrono… domani si parte per l’avventura: Zamami island arriviamooooo!

Viaggione del secolo: III Parte – Beppu

•28 febbraio 2010 • 2 commenti

Eccoci qui, tornati finalmente in Giappone, in questo bel paese organizzato, pulito, dove riusciamo a capire qualcosa e a dire qualcosa o per lo meno a farci capire. Prossima meta, Beppu, una cittadina di 200.000 abitanti nella parte sud del Giappone, l’isola di Kyushu; Beppu e` conosciuta come la citta` degli onsen (温泉) ovvero la versione giapponese delle terme, arrivando con il bus si deve scavalcare una collina che guarda proprio sopra Beppu e il panorama e` dominato dalle colonnine di vapore acqueo bianchissimo che esce dai camini di tutti i bagni pubblici (sentoo -せんとう), onsen e dal mare su cui Beppu e` accostata. Pensate che qui c’e` talmente tanta acqua caldissima che sgorga in maniera del tutto naturale dal terreno che dai tombini escono i vapori dell’acqua calda.Per il resto e` un posto molto tranquillo, per lo meno ora che e` febbraio non c’e` un cane!

Tornando a noi, arrivati a Beppu, ci dirigiamo direttamente all’ostello, della stessa catena di quello di Fukuoka che ci aveva soddisfatto alla grande. Le aspettative non ci hanno deluso e il posto si rivela accogliente, pulito ed economico: meno di 20 euro al giorno per stare in doppia con internet gratis, cucina, caffe, te e sopratutto onsennnn! Vista l’ora tarda, stanchi dal viaggio di ritorno dalla Corea, occupiamo le camere e poi diretti a tuffarsi dentro l’onsen per rilassarci e lavarci visto il puzzume! Puliti, belli e splendenti come il sole, svolgiamo i nostri compiti dei bravi casalinghi/uomini da sposare  e andiamo alla lavanderia automatica vicina all’ostello per fare un bucato. Visto che tutto era andato lissio quel giorno, qualcosa di sbagliato dovevamo farlo per forza, e` nella nostra natura, quindi da bravi cretini mettiamo tutti i nostri vestiti nella lavatrice, inseriamo i 200 yen e… e… comincia a girare, nessun rumore e nessun segno di acqua all’interno… era un’asciugatrice! ma minchia! Tonni che siamo, usiamo stavolta la macchina giusta e andiamo da am/pm (un convinient store) a comprare qualcosa da mangiare. La serata poi e’ continuata chiaccherando nella common room dell’ostello rilassandosi in una stanzina con tatami e una specie di sofa senza gambe.

Inizia un nuovo giorno e stamattina ci aspetta una grande giornata: tour di alcuni onsen “segreti” sparsi in mezzo ai monti che sovrastano Beppu. Saliamo in macchina con uno dei ragazzi dello staff dell’ostello e ci dirigiamo verso i monti; attraversiamo tutta la citta` e dopo un po’ di salita tagliamo giu’ su una strada bianca che ci porta in mezzo ad un grandissimo prato di erba alta e dorata intervallato da alcune macchie di alberi. Dopo esserci fermati ad ammirare il panorama ci spostiamo di qualche centinaio di metri e parcheggiamo: “eccoci arrivati!” ci dice il ragazzo, ci guardiamo intorno e non c’e` assolutamente nulla, ma proprio nulla! L’unica cosa che ci indica la presenza di una sorgiva di acqua calda e` l’odore perenne di uovo marcio tipico delle acque solfuree ricche appunto di zolfo. Ci incammianiamo su per una stradina e dopo un po’ eccoci arrivati: un “vasca” di forma vagamente circolare con l’acqua grigio chiaro per le sabbie fini che stanno sul fondo e che si usano per “fare i fanghi” e fan bene alla pelle. Mi sentivo come un pascia`!! Vedrete le foto e capirete, per chi e` appassionato di onsen, e non potete dire di esserlo o meno finche` non lo provate, questo e` il massimo!Dopo un po’ ci spostiamo in un altro onsen li vicino con stavolta l’acqua trasparente e senza fanghi con due differenti vasche con l’acqua a due differenti temperature e vista sulla citta` e il mare… quel giorno purtroppo c’era troppa foschia e non si vedeva granche` ma era comunque stupendo!

Non contenti dopo di questo il ragazzo ci porta in un altro onsen stavolta piu` imboscato in mezzo al bosco; un torrente, delle tubature che portano l’acqua calda naturale e delle vasche costruite con le pietre del torrente e che usano parte dell’acqua del torrente per bilanciare la temperatura. Stupendo! Le parole non rendono i fatti e vedrete le foto anche di questo posto! Anche qui ci rilassiamo nell’acqua calda ammirando il panorama e gustandoci il silenzio del bosco con solo il rumore delle foglie mosse dal vento e dello scorrere dell’acqua… fantastico!!! Abbiamo pure visto una specie di furetto che andava a bere al torrente di fronte a noi… che rilassamento!

Con la consistenza di una gelatina, torniamo a fatica alla macchina e ci dirigiamo verso un sushi restaurant, il posto e` un tipico sushi restaurant di quelli con il nastro trasportatore su cui scorrono i vari piattini con tutti i sushi differenti. Voi non avete idea di quanto buono sia il sushi qui e che varieta` enorme ci sia, e il tutto costa 100 yen(~80 eurocent) per ogni piattino con due pezzi! E` buonissimooooo! Per chi di voi abbia gia` provato il sushi in Italia, sa quanto costa e pensate che qui con meno di 6 euro mi sono pappato 14 pezzi di sushi, dal tonno (maguro – まぐろ), all’anguilla (unagi – うなぎ) al salmone… sono talmente soffici che si sciolgono in bocca! Gnam!

Finita la cena, arrivati all’ostello, abbiamo cazzeggiato nel pomeriggio e dopo una cena a base di ramen del luogo e un giretto per la citta` deserta ci siamo infilati in un bar che si e` rivelato molto occidentale ma carino. Dopo il baretto, stanchi dalla lunga giornata ce ne andiamo a letto.

Terzo giorno in Beppu, abbiamo solo la mattina perche` alle due parte il bus per l’aeroporto; destinazioni di oggi: il sex museum e “The Hell”, una specie di parco in cui c’e` una sorgente a 99 gradi centigradi e dove ci sono degli stagni con coccodrilli di tutte le dimensioni… una specie di zoo insomma.  Il museo non era nulla di speciale ma e` stato divertente mentre The Hell era interessante per i coccodrilli, ce n’erano un sacco!

Finito il giretto ci siamo mangiati un uovo bollito nell’acqua termale e poi siamo andati a prendere il bus… Okinawa arriviamoooooo!

Viaggione del secolo – II Parte: Busan(Korea)

•28 febbraio 2010 • 2 commenti

Eccoci qui, tornati ieri pomeriggio dalla Korea… siamo stanchi, sporchi e puzzolenti ma contenti e con tante esperienze nuove alle spalle. Se dovessi dirvi come mi sentivo/ci sentivamo appena tornati dalla Korea, beh era come essere stati legati con una corda per un piede ad un cavallo strafatto di cocaina che attraversa le montagne rocciose in america… siamo stati tre notti e mi sembra di aver passato un mese la. Comunque sia, a parte il nostro stato di devastamento, ora siamo tornati in terra nipponica e direi che e` mille volte meglio!

Vabbe a parte questo ora vediamo di riassumere cosa e` successo in questi giorni che abbiamo passato la…

Korea-Busan: giorno 01

Preso il traghetto da Fukuoka il mattino, faccie tali che il tipo in Nightmare ci fa un baffo, ci mostrano alla partenza tutte le cose che dovremmo sapere per essere “preparati”  al viaggio: state seduti al vostro posto, in caso di emergenza il giubetto salvagente e` li, quello e` la, bla bla bla, durante tutta la durata del viaggio dovete tenere allacciata la cintura perche` l’aliscafo potrebbe fare improvvise variazioni di rotta in caso di “incontri con animali tipo balene e delfini”… insomma abbiamo cominciato a scommettere quale pescione per primo avremmo visto tritato e spalmato sopra la nave… alla fine nessun delitto e siamo arrivati a Busan, il maggior porto della Korea del Sud e citta` abbastanza grande e commerciale ma l’unica alla nostra portata visto il tempo ridotto. Scesi dalla nave ci aspettano i controlli del bagaglio e un cartello con scritto che e` vietata l’importazione di carne di ogni genere; Jose aveva con se un intero chorizo e dell’hamon, in parole povere salame e prosciutto crudo. Dichiarati i nostri beni cibari ci dicono che non possiamo portarli e che vanno sequestrati… un unico pensiero univoco nelle nostre menti: “col piffero che si mangiano il nostro cibo questi bastardi coreani divoratori di cibo altrui!” …prontamente chiediamo di poter mangiare li il cibo e, concessoci il permesso ci siamo pappati un intero salame in quattro a morsi stile cani randagi ma ne e` valsa la pena! Passata la frontiera, siamo in Koreaaaaaa, fino a due giorni prima nemmeno avevamo un biglietto e ora siamo li, in una citta` sporca, puzzolente, dove non sappiamo nemmeno chiedere quanto costa qualcosa e dove nessuno ci capisce e dove tutto e` scritto in segni incomprensibili… chi ce l’ha fatto fare! :-P Intelligentemente, per fortuna grazie a Buddah, abbiamo prenotato un ostello prima di partire e ci dirigiamo la. Subito rimaniamo colpiti da quanto e` economica la Korea… due euro e mezzo per un biglietto giornaliero della metro quando in Giappone ne costa 6…meglio! Arrivati all’ostello ci aspetta una simpatica vietta con un sacchetto di ossa (si si proprio ossa) in un angolo che abbiamo interpretato come ossa dei clienti che non hanno fatto i bravi, e una porta chiusa…andiamo bene! Dopo lo spavento iniziale pensando fosse una bufala, ci apre una cliente dicendoci che la tipa della reception tornera` a breve… ok almeno abbiamo un posto dove stare! Arrivata la tipa, sistemata la camera, usciamo e facciamo un giretto per le vie…incasinata, sporca, piena di immondizia e gente che sputa ovunque, Busan si presenta come una versione povera del Giappone con inoltre piu` cliniche di chirurgia estetica che semafori. Per cena ci fermiamo in un banchetto lungo la strada e chiediamo qualcosa da mangiare, ci portano della carne e della birra,  il tutto accompagnato con l’onnipresente kimchi (non ho idea di come si scriva); piu` tardi scopriremo essere intestini di qualche animale… ole! :P detto questo andiamo a fare un girello per le vie e i negozi e nel centro commerciale piu` grande del mondo: il Lotte Department Store. Stanchi decidiamo di andare a cenare in un qualche posto trnaquillo per poi tornare a casa visto la stanchezza generale. Ci fermiamo in un posto molto stile trattoria dove ci portano un milione di piattini come accompagnamento ad una zuppa di riso verdure e carne. Buona! Da bere abbiamo bevuto un liquore estratto dalle patate dolci, lo shoju. Ad un certo punto si siedono vicino a noi dei ragazzi coreani che attaccano bottone…sono tutti stati in Canada una decina d’anni e hanno piu` o meno la nostra eta. Ci invitano a bere altro shoju con loro e accettiamo volentieri…da li e` stato non il devasto ma comunque una serata decisamente lungaaaa e impegnativa! Tra una bottiglia e l’altra alla fine in un modo o nell’altro ci siamo trovati che tutti eravamo cotti e ridevamo come scemi…inoltre abbiamo pagato 10000 won a testa che sono poco meno di 8 euro! Assurdo! Usciti dal posto decidiamo di andare in un altro posto per finire la serata… insomma diciamo che e` stata una serata lunga e divertente, con qualche contrattempo ma che ricorderemo!

Giorno 02

Vista la luga serata del giorno prima, ci  alziamo tardi e un po’ rintronati e decidiamo per un giretto turistico del luogo, il museo di Busan si rivela un bel posto con alcune cose interessanti, dopo qualche giretto ci dirigiamo verso il luogo dove avevamo deciso di incontrarci la sera prima con i tipi coreani… non so se si fossero spaventati, se la serata fosse stata troppo o che altro ma non si sono presentati e nonostante avessero il numero di uno di noi non ci hanno scritto… boh! Nessun problema, ci fermiamo da Dunkin Donuts per un caffe con ciambella e decidiamo di andare a mangiare in una zona famosa per la spiaggia e il giga ponte sul mare ma sopratutto per il villaggio del pesce crudo… voi direte, pesce crudo, nulla di cosi strano, alla fine anche la cucina giapponese si basa su molto pesce crudo… beh vi sbagliate! Cioe` la specialita` di li e` il polipo VIVO… ovviamente noi dobbiamo provare tutto e ci avviamo verso il mercato, praticamente e` un palazzone con 7 piani di ristoranti e in cui al piano terra ci sono tutti stand con vasche piene di pesci e molluschi vivi dove tu vai, scegli il pesce, loro te lo danno in una busta d’acqua e poi tu vai di sopra e ti fai preparare il pesce dal ristorante… insomma Andreas si e` comprato un polipo e il tipo gli ha tagliato la testa e fatto a fette i tentacoli, salsina e via: i tentacolini si muovono per qualche minuto ancora e vanno mangiati mentre ancora ti si muovono in bocca… io ne ho provato uno, sapeva di arachidi e non ve lo consiglio! Fatto questo abbiamo gironzolato un po’ per la zona e dopo un hamburgher con al posto del pane del riso compresso, ci siamo diretti verso casa. Prima di andare in ostello decidiamo di passare a vedere un tempio sulla sommita` di una collina ad una mezzoretta da dove alloggiavamo, lunga camminata data l’ora e le nostre poche energie rimaste. Arrivati su, il tempio si rivela molto interessante e ci troviamo di fronte ad una cosa inaspettata: all’interno della sala principale c’erano qualcosa tipo trecento donne, di tutte le eta`, che pregavano recitando una cantilena, un mantra… strano vista l’ora tarda ma ok! Tornati verso casa, ci tuffiamo a dormire e attendiamo il giorno successivo, un po’ di sano sightseeing ci aspetta!

Giorno 03

Decisi a svegliarsi presto per andare in giro, ovviamente nessuno ha pensato di sentire la sveglia e siamo stati a dormire abbastanza piu a lungo del previsto…Anche se un pezzo di giornata e` andata persa non ci diamo per vinti e ci dirigiamo verso il Boemosa temple, un tempio buddista situato su una montagna sopra Busan. Arrivati al capolinea della metropolitana, non troviamo il bus per andare in cima e allora da bravi sportivi che siamo ci dirigiamo a piedi scalando come prodi alpini la montagna insidiosa… mica scherziamo noi cio`! :-P La strada che porta al tempio sembra piu` una strada della Toscana, con i pini marittimi da tutte le parti, comunque sia e` stata una bella scampagnata; c’e` da dire che ovvviamente non sapevamo quanto fosse realmentte distante il posto quindi dopo una mezzora di cammino ci fermiamo ad una fermata dell’autobus trovata lungo il percorso e aspettiamo… Matthias decide dopo un po’ di andare avanti a piedi e ovviamente dopo che fa 30 metri il bus spunta da dietro la curva… il bus in Corea e` piu` o meno come andare sulle montagne russe di Gardaland, se non ti attacchi da qualche parte finisci sballottato da tutte le parti! Dopo una fermata (noi prenderlo prima il bus no eh!) arriviamo al tempio, mooolto bello, completamente immerso nel verde e con edifici molto curati e decorati. Li vicino inoltre cominciava un percorso in mezzo al bosco che portava su alle rovine di un castello a 800 metri di altezza; il posto era completamente ricoperto di grossi massi intervallati agli alberi e ad aggiungere un tocco di piu` c’era la neve e il ghiaccio! Freddooo! Alla fine siamo arrivati a meta` percorso che si e` rivelato piu` lungo del previsto quindi ad un certo punto siamo tornati indietro perche` al tempio ci aspettava una cerimonia buddista dove alcuni monaci suonavano un gigante tamburo, molto bella!

Finita la nostra visita al monte, stanchi morti, ci dirigiamo in metro verso un mercato dove speriamo di trovare un po’ di cibo tipico. Mentre chiacchieriamo un tipo seduto vicino a noi comincia a parlare in inglese e a chiederci cose a caso, e` simpatico e ci perdiamo via a chiaccherare…il treno si ferma e tutti scendono, lui si alza e vede che stiamo seduti, cosi ci guarda un po’ storto e ci dice che e` l’ultima fermata…ma che minchia, siamo andati nella direzione sbagliata! vabbe` poco male, risaliamo e ci facciamo una bella dormita!

Alla fine per cena ci siamo fermati in un ristorante dove abbiamo mangiato un secchio di carne cotta sulla piastra in mezzo al tavolo per meno di una decina di euro… incredibile! Pieni come uova di struzzo torniamo verso l’ostello… sono quasi le una e il giorno dopo vogliamo andare a vedere l’alba in un tempio sull’oceano, Andreas vuole andare in un locale a ballare, pero` andare a dormire per dormire meno di 4 ore e` improponibile perche` sarebbe impossibile svegliarsi quindi, la soluzione geniale: andiamo a ballare e poi direttamente al tempio… notte in bianco.. madonna che fatica! :-/ Siamo andati in un locale di cui non ricordo il nome e posto al quinto e sesto piano di un grattacielo in centro; l’interno completamente nero e una musica di gusto discutibile ma alla fine facendo i cretini ci siamo divertiti! Intorno alle 5 siamo tornati a casa e, presa la macchina fotografica, ci avviamo verso la metro per prendere il primo treno e qualcosa da mangiare in un convenient store alias “conbini”: nulla di meglio di un uovo sodo bollito nella salsa di soia e un caffe caldo in lattina! (e non fate quella faccia, era buonissimo!). Non addormentarsi durante il viaggio e` stata dura ma ce l’abbiamo fatta, arrivati nella zona est di Busan prendiamo un autobus che ci dovrebbe portare proprio vicino al tempio ma che in realta` ci molla a tipo un kilometro e mezzo di distanza… li mortacci sua! Eravamo in ritardo per l’alba che cominciava alle 7.03  quindi vista la nostra energia pari  a quella di una cicala morta da tre mesi, ci mettiamo a correre… sono arrivato al tempio che non avevo nemmeno la forza di fare le foto, volevo solo implodere! Comunque sia alla fine dei conti ne e` valsa la pena e devo dire che il posto meritava, a presto le foto!

Finito il nostro foto trip, per colazione, giusto per stare leggeri, ci fermiamo in un ristorante orrido e sporco per provare il pipimpah, un piatto coreano a base di riso, carne e verdure che pero` non mi e` piaciuto molto! Finito il pasto e tornati in albergo, prendiamo su tutto e ci imbarchiamo nel traghetto per il ritorno(finalmenteeee) nella Terra del Sol Levante.

Prossima destinazione: Beppu, citta` degli onsen per eccellenza, rappresenta una meta obbligata per tutti gli amanti degli hot spring giapponesi!

Viaggione del secolo – Parte I: Fukuoka

•19 febbraio 2010 • Lascia un commento

Ragazzuoli so che sono peggio dell’ago nel pagliaio, che non si fa mai vedere ma sono gli ultimi tempi qui in Giappone e ho tante cose da fare e poco tempo da dedicare al blog. Comunque sia riassumendo la situazione ora come ora ho finito tutto quello che avevo da fareper l’uni e quindi sono in vacanza!

Fin da quando sono in Giappone ho sempre pensato che alla fine del mio soggiorno nella Terra del Sol Levante avrei fatto un viaggio da qualche parte per, come dire, mettere la ciliegina sulla torta a quest’esperienza che tirando le somme mi ha lasciato lo stesso gusto che lascia un buon caffe dopo una grassa cena a base di cucina toscana e un dolce con i controfiocchi. Brutti ciccioni ovviamente questo vale solo per le persone a cui piace il caffe altrimenti potete sostituire la parola caffe con quello che preferite… birra, amaro. sanbuca. cioccolato, frutta, pinguino arrosto, affettato di gabbiano o anche calzini usati per una settimana per andare a fare jogging… fate voi!

Beh stronzate a parte, tre giorni fa la situazione era questa: siamo tre studenti, siamo liberi da impegni di ogni genere, abbiamo pochi soldi, puzziamo un po’ perche` non ci piace lavarci, siamo brutti(solo gli altri, io sono bellissimo come sempre :P ), non abbiamo idea di dove andare se non che deve essere un posto piu` caldo di Osaka e che dobbiamo decidere in un giorno…. Maestro Joda aiutaci tu e che la forza (e lo sforzo) sia con noi!

Ecco cosi che alle 5 di mattina di tre notti fa abbiamo prenotato un bus notturno per Fukuoka e nulla piu`! e` ora di cominciare il racconto…

Sono le 6 del pomeriggio, ci diamo da fare per preparare i bagagli per il viaggione, siamo quattro: Matthias tedesco, Jose spagnolo, Andreas danese e me (e l’amico invisibile di Jose), facciamo una pasta veloce prima di andare ad Umeda in centro ad Osaka che il bus parte alle 22. Giusto perche` abbiamo tempo a palate e non siamo maiiii in ritardo, decidiamo di prenotare un volo per il ritorno il 1 Marzo cosi almeno sappiamo che in qualche modo torneremo! Detto questo e trovato il volo (che culo!) ovviamente l’orario e` scappato e dobbiamo prendere un taxi, non male, arriviamo in tempo e ci “imbarchiamo” in tempo. Ok premetto che potrei diventare volgare se scrivessi cosa penso delle nove ore di bus che ci siamo fatti quindi evito e vi dico solo che quel brutto pezzo di merda dell’autista teneva il riscaldamento stile forno crematorio e ci siamo cotti il cervello ed inoltre quel testicolo di uomo ad ogni fermata che faceva parlava con il miscrofono… ma se prendi una mano e provi a mangiartela non credi che sarebbe un’esperienza migliore? che ti venisse un coccolone! Comunque sia dopo svariate fermate che sembravano sempre la stessa, perche` gli autogrill giapponesi sono tutti identici, siamo arrivati in Fukuoka alle 7.30. Dopo una lauta colazione da “caffe veloce” ci siamo messi alla ricerca di un buco dove dormire e siamo finiti nel  Kohasan Fukuoka Hostel che da fuori sembrava piu una specie di catapecchia cadente mentre di e` rivelato molto caruccio! Sistemati, ci avviamo per fare un giretto della citta` a caso: la stazione, un parco, le viette, un ristorantino a gestione famigliare grande piu` o meno come il mio bagno ma con dell’ottimo cibo… Fukuoka e` una citta` proprio bella! Tra un posto e l’altro siamo finiti in una specie di torre panoramica gratuita in una collina dispersa e vi assicuro la vista era spettacolare! C’erano delle foto panoramiche che erano talmente vecchie che abbiamo fatto il giochino delle differenze cercando i palazzi che erano spariti e quelli che erano comparsi. Piccola parentesi, vicina c’era una scuola media e abbiamo visto dei ragazzini letteralmente prendere a calci un altro poveretto sulle scale d’emergenza all’esterno, vi assicuro non facevano finta, era proprio bullismo, bastardi…

Comunque sia dopo la panoramica, siamo tornati in ostello per riposare un po’ date le 2 ore di sonno fatte  nel bus e poi siamo usciti per andare vicino canal city, un grande magazzino con centinaia di negozi, non per andare a fare shopping ma per andare a mangiare in uno di quei banchetti mobili che fanno il cibo e che si vedono sempre negli anime e nei manga; Fukuoka e` famosa per questo! Il contrasto che i banchetti in stile vagambondaggio e i palazzi super moderni era strano e affascinante e la possibilita` di provare questa cosa tipicamente giapponese mi ispirava molto! Scelto un posto ordiniamo un ramen apparentemente tipico di qui e qualche birra da bere. Molto buono! La cacca d’uccello sulla torta arriva quando i tipi del banchetto ci sparano un prezzo allucinante che ci lascia sconcertati.. gli chiediamo lo scontrino e il loro sguardo si e` pietrificato, guarda guarda questi gaijin (stranieri) non sono cosi stupidi come credavate… dopo cinque minuti che girato di spalle confabula con il “collega” ci da un foglietto con scritto il totale e una firma… ma ci prendi per deficenti? gli chiediamo ogni singolo prezzo e guarda caso dei prezzi sono lievitati… insomma alla fine dei giochi abbiamo fatto le facce cattive e abbiamo abbassato il prezzo anche se non propriamente a quello che era il giusto…meglio andarsene ed evitare di crearsi i problemi per un po’ di yen… comunque sia chi si fiderebbe di un giapponese con una felpa dell’ U.S. Army ??? non dico niente che e` meglio.. Finita la serata siamo tornati all’ostello e tanti saluti e baci.

Il giorno dopo abbiamo prenotato una visita all’Asahi brewery dove ci hanno fatto fare il giro dello stabilimento anche se breve, ci hanno spiegato come funziona il processo di creazione della birra e poi ci hanno gentilmente offerto alcune birre…la cosa migliore e` stata che era… gratissss ^_^

Usciti da li nel tornare verso “casa” ci siamo fermati in uno di quei negozietti bellini dove una vecchietta vendeva un mucchio di cianfrusaglie che non servono a nulla ma che io comprerei tutte in blocco, la signora ci ha pure regalato alcune cosucce, che forte: adoro ste cose del Giappone!

Arrivati in hotel ci siamo messi a cercare una nave per Busan, in Korea: si ci siamo messi in testa di andare qualche giorno la, vista la vicinanza! Ed ecco svelata la nostra seconda meta! Ovviamente, siccome siamo tutti e quattro svegli  come capre al pascolo nel Sahara, decidendo di partire senza prenotare nulla e andando “dove ci porta il vento” (sperando di non essere controvento quando facciamo la pipi) non abbiamotrovato una nave che fosse una. Ora non sto a raccontarvi quanto tempo abbiamo perso per trovare una soluzione ma ce l’abbiamo fatta quindi domani si va in Korea! Ole! e i vostri quattro cavalieri jedi preferiti hanno quasi imparato come usare la Forza!

Affamati dopo il duro scontro con le armate nere della sfiga a colpi di spada laser, optiamo per uno “standing bar” vicino all’ostello: un posto dove si mangia e beve in piedi o seduti su sgabelli e tipicamente frequentato da “salary man” giapponesi che smontano dal lavoro.  Abbiamo mangiato bene e bevuto della Yebisu scura, una delle poche birre giapponesi che meriti. …

So cosa state pensando:

— beh saranno andati a casa dopo … cosi la smette di scrivere sto tipo in sto post… madonna e` piu` lungo del corano! — ma chi se ne frega se hai bevuto birra buona o meno, stare a casa no?  …

ok avete ragione  (anche se siete un po’ antipatici eh) pero` devo dirvi l’ultima cosa che e` successa alla fine della serata! Nei cento metri che ci staccavano dall’ostello notiamo un locale (una porta bianca illuminata con una scritta nulla di piu`) e sentiamo qualcuno che canta dentro… orco deve essere un posto tipo cafe con il karaoke! Proviamo ad aprire la porta e dentro ci sono un tot di persone di mezz’eta` seduti che ciaccolavano… nulla di male, potrebbe essere interessante! …ovviamente…. entriamo! Ci sediamo, una signora che chiamano “mama” sulla sessantina e in kimono si avvicina e si appoggia alle spalle di Jose (una giapponese che usa un approccio cosi “fisico” e` tantooooo strano!) ci chiede che vogliamo bere, chiediamo cosa costa una birra… “sen en” 1000 yen, porca paletta 8 euro che ti venisse un crampo alle chiappe! Chiediamo per dello shooju, un liquore stile sake ma distillato dalle patate dolci, 500 yen, ok ci puo` stare, il crampo se ti viene ci sta tutto lo stesso ma e` sicuramente meglio di prima! I signori vicini se ne vanno e rimaniamo solo noi e altre tre ragazze (sulla trentina abbondante) piu` la vecchiaccia. Ok la vecchia era strafatta ubriaca e una delle “ragazze” si avvicina e si siede con noi… mmm.. quello che prima era solo un dubbio diventa chiaro come un tatuaggio sulla fronte… siamo in un hostess bar! E da qui si capisce il perche` di tutto questo “interesse” in noi, poveri stranieri stupidi da ubriacare e a cui spulciare soldi… la serata va avanti e loro fanno tutte le gentili, quando gli diciamo che siamo della “Handai” university (e` il modo in cui i giapponesi chiamano l’Osaka university) fanno una faccia tipo O_O …voi non avete idea di quanto sia prestigiosa qui, sara` la ventesima volta che capita che quando viene fuori che siamo della Handai ci guardano come fossimo geni e ci dicono che siamo intelligenti; giuro, e` incredibile! Comunque sia, Handai o meno, la vecchia e la tipa che abbiamo scoperto essere la figlia, persistono a fare le simpatiche, cantiamo Hokuto No Ken (ken shiro) e altre canzoni, un tipo arrivato piu` tardi ci offre tre bottiglie di birra e la vecchia si siede vicino a Matthias… beh avrei pagato un braccio per fare la foto della mano della vecchia sulla gamba di Matthias che disgustato si ritraeva sempre piu`, che cosa assurda! insomma tra tutti sti comportamenti da ruffiane vecchiacce appena finito di bere ci affrettiamo ad  andarcene aspettandoci che ci chiedessero un conto abbondante rispetto ai 500 yen a testa ma quando e` arrivata la vecchia e ha detto: “niman en”  eravamo cosi:

O_O  O_O  O_O  O_O  –> 4 pitocchi

ovviamente non avremmo mai pagato una cosa del genere, 160 euro di cui 16 per il bere e il resto per la compagnia?? buahahah piuttosto do fuoco al locale e poi ci ballo intorno stile indiano d’america! Insomma piantati gli sguardi cattivi e Jose che gli dice che non funziona cosi da noi in Europa e che abbiamo solo preso 4 shooju da 500 yen e bla bla bla alla fine ci hanno chiesto 1000 yen a cranio. Beh non vi dico quanto abbiamo riso fuori da li e` stata un’esperienza assurda ma ne e` valsa la pena!

Ora vi lassio che domani la korea ci aspetta! :D Aggiorno a presto con le foto….si anche quelle della vecchia! :D

Ne voglio uno anche io!

•16 gennaio 2010 • 2 commenti

Eccomi qui, si avete ragione, me la tiro a bomba in questo periodo! Comunque sia sono in Giappone e me lo posso permettere! …. ;-P sto scherzando ovviamente! In questi ultimi giorni e` stato tutto un turbine di cose, ero come un calzino in lavatrice, gira di qui, gira di la, gira di qui ancora… sono rincoglionito :P Insomma ho da studiare giapponese, il mio prof per la tesi che mi svanga i maroni con il report settimanale dei miei progressi… ma corri de longo ala`! Poi e` venuta la mia donzella a trovarmi insieme alla sorella e ad Alessandro, quindi il tempo a disposizione si e` decimato e ora per trovare il tempo di scrivere sul blog mi tocca arrivare alle ore tarde circondato da una foresta di calzini, mutande, reggiseni, magliette e pantaloni tutti bagnaticci ma per lo meno profumati!

Anyway, devo raccontarvi miliardi di cose che ho fatto in questi giorni… cominciamo con l’esperienza piu` giappa che io abbia mai fatto da quando sono qui; dunque…

C’era una volta un giovane cavaliere in un regno governato da un malvagio tiranno, la cui figlia era la dama piu` bella dell’intero reame. Il prode cavaliere chiese la mano della dama ma il perfido padre….

Ah no ‘spetta quella era la settimana scorsa… mmm tempo fa sono andato con la donzella a Koya-san (san=montagna)  un villaggio appunto sul monte Koya nella prefettura di Wakayama. Il perche` ho scelto quel posto freddo e coperto di neve e` semplice: e` un luogo in cui ci sono piu di cinquanta templi attivi in cui si puo` passare la notte. Il viaggio in treno e` molto piacevole perche` da l’occasione di vedere anche paesaggi che vivendo in una citta` come Osaka non si vedono mai; e` strano vedere la campagna con poche case, per lo piu` architettura tradizionale, e tanti campi e verde intorno! Una volta arrivati alla fermata Gokurakubashi (o qualcosa del genere ma c’era Goku di mezzo: kamehamehaaaaaaaa) bisogna cambiare e prendere una specie di treno/filovia che va su per il fianco della montagna a 45 gradi…. ne voglio uno anche io!

Il paese e` molto tranquillo e ci sono veramente piu` templi che case.  Il nostro si chiama Eko-in, uno dei piu` antichi del posto e veramente bello! Al nostro arrivo un monaco molto giovane ci ha accolto e parlando un inglese mille volte migliore del mio ci ha invitati a seguirlo fino alla camera; il posto e` molto grande e tenuto veramente bene, il giardinetto interno e` affascinante ed il fatto che fosse coperto di neve rendeva tutto speciale! La camera e` ovviamente tradizionale con il tatami, le porte di legno e carta, al centro il tavolino basso con la coperta e lo scalda piedi al di sotto e` fantastico, se lo provate ve ne innamorate! (ne voglio uno anche io!). Infine una verandina che si affaccia sul giardinetto interno faceva da ciliegina sulla torta. Detto cosi sembra il paradiso in terra ma qualche problemino ce l’aveva… al di fuori della camera (anche li se la stufetta era spenta) c’erano tre gradi centigradi!!! Porca pagnotta che freddo! E toglietevi voi le scarpe ogni volta che entrate nel tempio e infilate i piedi nelle ciabattine a tre gradi, ‘na cosa wow… Comunque sia faceva parte dell’esperienza quindi era ok!

Per il resto della giornata siamo poi andati in giro per il paesello a vedere templi e tempietti e tempioni e chi cosi via, molto belli anche se alla fine un po’ ripetitivi. Dato che alle cinque e trenta ci servivano la cena, un’oretta prima siamo tornati e ci siamo bevuti un buon te` caldo con i biscottini appositamente preparati sul tavolino in camera.

Arrivata la cena un monaco ci ha portato quattro piccoli tavolini con diversi piatti tutti vegetariani e tutti sistemati rigorosamente secondo una qualche logica. Inutile dire che era favolosa, ho divorato tutto!

Ora, dopo una big cena, il freddo fuori,  ditemi voi cosa si puo` volere di piu` di un bel bagno tipico giappo(ne voglio uno anche io!)! Preso il mio yukata mi sono avviato verso il bagno e li mi sono letteralmente sciolto dentro all’acqua bollente… credetemi quando sono uscito che c’erano tre gradi non sentivo un filo di freddo! Non mi vedevo ma probabilmente fumavo tipo quando si respira all’aperto d’inverno…!

Dopo che anche Sara si e` cotta ben bene ci siamo rivestiti e usciti. Voi vi chiederete perche` mai dopo un bel bagno caldo uscire al freddo…beh “l’attrazione” piu` famosa di Koyasan e` il cimitero enorme che riposa protetto nella foresta di cedri(credo siano cedri) secolari e che vanta all’incirca 200.000 tombe e si snoda per due kilometri fino ad arrivare ad un tempio. L’atmosfera e` a dir poco fantastica, il posto e` illuminato dalla sola luce lunare e dalle poche lanterne di pietra disposte lungo il percorso… Io ero saltellante dall’eccitazione, la Sara non proprio… io non capisco cosa ci sia da avere paura in un cimitero di notte :P PP

Il mattino seguente ci aspettava la sveglia alle 6.40, non obbligatoria eh ma alle sette del mattino i monaci cominciavano un rito di preghiera all’interno della sala sacra del tempio a cui ci hanno invitato ad assistere la sera prima. C’erano quattro monaci che recitavano un sutra(non so se si chiami cosi…) quasi cantando in una specie di cantilena ipnotica, il profumo quasi pungente dell’incenso, la luce soffusa della candele ad illuminare i loro volti con gli occhi chiusi a guardare dentro se stessi e molto oltre. E` stata un’esperienza mistica! Dopo una mezz’ora hanno finito e ci hanno portato in un piccolo tempietto fuori dove hanno tenuto la cerimonia del fuoco, anche questa molto affascinante! Il perche` sia chiamata cerimonia del fuoco lo capirete dalla foto!

Tornati in albergo, entriamo in camera e scopriamo con gioia che la colazione e` gia` li pronta ad aspettarci: anche questa e` composta ovviamente di piatti vegetariani e riso ma vi assicuro che questi monaci ci sanno proprio fare con i fornelli! E` stata credo la prima colazione salata della mia vita ma la rifarei!

Durante la mattina l’ultima cosa che ci rimaneva da fare era andare a visitare il cimitero di giorno. Lo spettacolo che ci attendeva valeva da solo la pena di andare fin a Koyasan: migliaia di lapidi coperte di muschio, i grandi cedri che sovrastano imperiosi e difendono il riposo pacifico di chi li riposa; la luce del sole filtrava attraverso i rami e creava lunghi raggi a trafiggere la nebbiolina che, come una grande coperta, era stesa su tutto il percorso. Era assolutamente fantastico! Inoltre la neve posatasi su tutte le lapidi dava quel tocco in piu! Dopo la visita al cimitero siamo andati a prendere i nostri bagagli e, salutando a malincuore l’Eko-in, siamo andati a berci un buon te caldo e poi a prendere il treno per il ritorno.

E` stata una delle esperienze piu` belle che io abbia fatto da quando sono qui, se mai verrete in Giappone, e ve lo auguro di tutto cuore, mettete in conto una notte a Koyasan, vi assicuro senza ombra di dubbio che vale piu` di qualsiasi altra citta` sia essa Tokyo, Osaka, Kyoto, Nara o che altro. (Ovviamente parlo per cio` che ho visto io… il resto non lo so! :P )

Ora vi lassio che non ne potrete piu` e vi metto qualche fotina del cimitero! ciauuuu!

Altre fotografie le potete trovare QUI.

No… non faccio uso di stupefacenti!

•13 dicembre 2009 • 3 commenti

Ecco siccome ora e` tardi e domani mattina si va in giro per flea market, non ho il tempo di mettermi a scrivere qui chissa` che cosa pero` vi posto tre fotine tanto carine cosi vi ricordate di me nei momenti migliori!

Come da titolo si informano i signori lettori che le persone presenti nelle fotografie non fanno uso di alcun tipo di stupefacente. Vi ringraziamo per la visita. Cordiali saluti.

^________^

Cibarie varieeee :)

•5 dicembre 2009 • 5 commenti

Ma avete mai notato che la parola cibarie e varie hanno 4 lettere in comune e cibarie significa qualcosa tipo “cibi vari” ??? interessante….

Ok tornando a noi, un po’ di esperienze con il cibo le ho fatte da quando sono qui, ve ne riporto qualcuna! Per il fantomatico Halloween party qui nella nostra residenza abbiamo avuto la stupenda magnifica inimitabile idea di fare da mangiare per tutti…. li mortacci sua!!! fate voi da mangiare per un secchio di persone, e` come metter via soldi per due anni per la macchina nuova, usarla due giorni e poi buttarla via!
Beh gioiosi della nostra idea, una volta mandati i subordinati a comprare le materie prime ci siamo messi a fare il cibo(5 ore in cucina piu o meno). Uno dei ragazzi qui ha deciso (volpone lui eh!) di cucinare al primo piano cosi eravamo vicini a portare la roba nella stanza della festa… si peccato che la cucina del primo piano sia grande la meta` di quella al secondo e che dobbiamo fare da mangiare per una valanga di gente con due tavoli a disposizione. Ma tua nonna ch egli venisse un coccolone anche a lei oltre che a te! Cosi alla fine avevamo la cucina che sembrava una trincea della seconda guerra mondiale, un butel che dimentica la pentola con l’olio sul fuoco, il suddetto olio che prende fuoco e lui che (lo stesso volpone di prima eh!) cerca di metterla sotto l’acqua… volevo tagliargli la testa con un colpo solo e succhiargli il midollo spinale con la cannuccia! Ma che minccccchiiiia faiiiii, se la metti sotto l’acqua esplodeeeee!

Olio bollente e acqua = boooom!

Insomma ho preso un coperchio e ce l’ho messo sopra e si e` spento… poi il tonno li ha cominciato a girare a caso dicendo: “ragazzi niente panico, va tutto bene, siamo in tempo con la preparazione e tutto va bene…” ….. era l’unico impanicato e che creava entropia a caso…. vabbe, sviluppina la mattina no eh?

Beh alla fine dei giochi il risultato e` stato comunque buono, ora non ho le foto di tutto il cibo ma solo quelle del sushi maki  e potete intravedere gli onighiri:

Per concludere stasera ho deciso di fare il pasticcio qui a “casa”… e` stato lungo perche` il ragu richiede il suo tempo, la besciamella pure, pero` e` venuto decisamente buono, i miei amici qui erano molto soddisfatti, il che mi ha fatto molto piacere! Ah dato che avevo un po’ di pasta di troppo un mio amico tedesco qui mi ha proposto una soluzione veloce: “mangiamola con il ketchup, io l’adoro!”, come a qualsiasi altro italiano che sappia cucinare una pasta, il mio intestino voleva vomitarsi fuori e strozzare colui che aveva pronunciato codello obrobrio; non riuscendoci si e` semplicemente suicidato impiccandosi con se stesso! La pasta con il ketchup… ma vi rendete contooooooooo!!!!

 
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