Viaggione del secolo – II Parte: Busan(Korea)

Eccoci qui, tornati ieri pomeriggio dalla Korea… siamo stanchi, sporchi e puzzolenti ma contenti e con tante esperienze nuove alle spalle. Se dovessi dirvi come mi sentivo/ci sentivamo appena tornati dalla Korea, beh era come essere stati legati con una corda per un piede ad un cavallo strafatto di cocaina che attraversa le montagne rocciose in america… siamo stati tre notti e mi sembra di aver passato un mese la. Comunque sia, a parte il nostro stato di devastamento, ora siamo tornati in terra nipponica e direi che e` mille volte meglio!

Vabbe a parte questo ora vediamo di riassumere cosa e` successo in questi giorni che abbiamo passato la…

Korea-Busan: giorno 01

Preso il traghetto da Fukuoka il mattino, faccie tali che il tipo in Nightmare ci fa un baffo, ci mostrano alla partenza tutte le cose che dovremmo sapere per essere “preparati”  al viaggio: state seduti al vostro posto, in caso di emergenza il giubetto salvagente e` li, quello e` la, bla bla bla, durante tutta la durata del viaggio dovete tenere allacciata la cintura perche` l’aliscafo potrebbe fare improvvise variazioni di rotta in caso di “incontri con animali tipo balene e delfini”… insomma abbiamo cominciato a scommettere quale pescione per primo avremmo visto tritato e spalmato sopra la nave… alla fine nessun delitto e siamo arrivati a Busan, il maggior porto della Korea del Sud e citta` abbastanza grande e commerciale ma l’unica alla nostra portata visto il tempo ridotto. Scesi dalla nave ci aspettano i controlli del bagaglio e un cartello con scritto che e` vietata l’importazione di carne di ogni genere; Jose aveva con se un intero chorizo e dell’hamon, in parole povere salame e prosciutto crudo. Dichiarati i nostri beni cibari ci dicono che non possiamo portarli e che vanno sequestrati… un unico pensiero univoco nelle nostre menti: “col piffero che si mangiano il nostro cibo questi bastardi coreani divoratori di cibo altrui!” …prontamente chiediamo di poter mangiare li il cibo e, concessoci il permesso ci siamo pappati un intero salame in quattro a morsi stile cani randagi ma ne e` valsa la pena! Passata la frontiera, siamo in Koreaaaaaa, fino a due giorni prima nemmeno avevamo un biglietto e ora siamo li, in una citta` sporca, puzzolente, dove non sappiamo nemmeno chiedere quanto costa qualcosa e dove nessuno ci capisce e dove tutto e` scritto in segni incomprensibili… chi ce l’ha fatto fare! :-P Intelligentemente, per fortuna grazie a Buddah, abbiamo prenotato un ostello prima di partire e ci dirigiamo la. Subito rimaniamo colpiti da quanto e` economica la Korea… due euro e mezzo per un biglietto giornaliero della metro quando in Giappone ne costa 6…meglio! Arrivati all’ostello ci aspetta una simpatica vietta con un sacchetto di ossa (si si proprio ossa) in un angolo che abbiamo interpretato come ossa dei clienti che non hanno fatto i bravi, e una porta chiusa…andiamo bene! Dopo lo spavento iniziale pensando fosse una bufala, ci apre una cliente dicendoci che la tipa della reception tornera` a breve… ok almeno abbiamo un posto dove stare! Arrivata la tipa, sistemata la camera, usciamo e facciamo un giretto per le vie…incasinata, sporca, piena di immondizia e gente che sputa ovunque, Busan si presenta come una versione povera del Giappone con inoltre piu` cliniche di chirurgia estetica che semafori. Per cena ci fermiamo in un banchetto lungo la strada e chiediamo qualcosa da mangiare, ci portano della carne e della birra,  il tutto accompagnato con l’onnipresente kimchi (non ho idea di come si scriva); piu` tardi scopriremo essere intestini di qualche animale… ole! :P detto questo andiamo a fare un girello per le vie e i negozi e nel centro commerciale piu` grande del mondo: il Lotte Department Store. Stanchi decidiamo di andare a cenare in un qualche posto trnaquillo per poi tornare a casa visto la stanchezza generale. Ci fermiamo in un posto molto stile trattoria dove ci portano un milione di piattini come accompagnamento ad una zuppa di riso verdure e carne. Buona! Da bere abbiamo bevuto un liquore estratto dalle patate dolci, lo shoju. Ad un certo punto si siedono vicino a noi dei ragazzi coreani che attaccano bottone…sono tutti stati in Canada una decina d’anni e hanno piu` o meno la nostra eta. Ci invitano a bere altro shoju con loro e accettiamo volentieri…da li e` stato non il devasto ma comunque una serata decisamente lungaaaa e impegnativa! Tra una bottiglia e l’altra alla fine in un modo o nell’altro ci siamo trovati che tutti eravamo cotti e ridevamo come scemi…inoltre abbiamo pagato 10000 won a testa che sono poco meno di 8 euro! Assurdo! Usciti dal posto decidiamo di andare in un altro posto per finire la serata… insomma diciamo che e` stata una serata lunga e divertente, con qualche contrattempo ma che ricorderemo!

Giorno 02

Vista la luga serata del giorno prima, ci  alziamo tardi e un po’ rintronati e decidiamo per un giretto turistico del luogo, il museo di Busan si rivela un bel posto con alcune cose interessanti, dopo qualche giretto ci dirigiamo verso il luogo dove avevamo deciso di incontrarci la sera prima con i tipi coreani… non so se si fossero spaventati, se la serata fosse stata troppo o che altro ma non si sono presentati e nonostante avessero il numero di uno di noi non ci hanno scritto… boh! Nessun problema, ci fermiamo da Dunkin Donuts per un caffe con ciambella e decidiamo di andare a mangiare in una zona famosa per la spiaggia e il giga ponte sul mare ma sopratutto per il villaggio del pesce crudo… voi direte, pesce crudo, nulla di cosi strano, alla fine anche la cucina giapponese si basa su molto pesce crudo… beh vi sbagliate! Cioe` la specialita` di li e` il polipo VIVO… ovviamente noi dobbiamo provare tutto e ci avviamo verso il mercato, praticamente e` un palazzone con 7 piani di ristoranti e in cui al piano terra ci sono tutti stand con vasche piene di pesci e molluschi vivi dove tu vai, scegli il pesce, loro te lo danno in una busta d’acqua e poi tu vai di sopra e ti fai preparare il pesce dal ristorante… insomma Andreas si e` comprato un polipo e il tipo gli ha tagliato la testa e fatto a fette i tentacoli, salsina e via: i tentacolini si muovono per qualche minuto ancora e vanno mangiati mentre ancora ti si muovono in bocca… io ne ho provato uno, sapeva di arachidi e non ve lo consiglio! Fatto questo abbiamo gironzolato un po’ per la zona e dopo un hamburgher con al posto del pane del riso compresso, ci siamo diretti verso casa. Prima di andare in ostello decidiamo di passare a vedere un tempio sulla sommita` di una collina ad una mezzoretta da dove alloggiavamo, lunga camminata data l’ora e le nostre poche energie rimaste. Arrivati su, il tempio si rivela molto interessante e ci troviamo di fronte ad una cosa inaspettata: all’interno della sala principale c’erano qualcosa tipo trecento donne, di tutte le eta`, che pregavano recitando una cantilena, un mantra… strano vista l’ora tarda ma ok! Tornati verso casa, ci tuffiamo a dormire e attendiamo il giorno successivo, un po’ di sano sightseeing ci aspetta!

Giorno 03

Decisi a svegliarsi presto per andare in giro, ovviamente nessuno ha pensato di sentire la sveglia e siamo stati a dormire abbastanza piu a lungo del previsto…Anche se un pezzo di giornata e` andata persa non ci diamo per vinti e ci dirigiamo verso il Boemosa temple, un tempio buddista situato su una montagna sopra Busan. Arrivati al capolinea della metropolitana, non troviamo il bus per andare in cima e allora da bravi sportivi che siamo ci dirigiamo a piedi scalando come prodi alpini la montagna insidiosa… mica scherziamo noi cio`! :-P La strada che porta al tempio sembra piu` una strada della Toscana, con i pini marittimi da tutte le parti, comunque sia e` stata una bella scampagnata; c’e` da dire che ovvviamente non sapevamo quanto fosse realmentte distante il posto quindi dopo una mezzora di cammino ci fermiamo ad una fermata dell’autobus trovata lungo il percorso e aspettiamo… Matthias decide dopo un po’ di andare avanti a piedi e ovviamente dopo che fa 30 metri il bus spunta da dietro la curva… il bus in Corea e` piu` o meno come andare sulle montagne russe di Gardaland, se non ti attacchi da qualche parte finisci sballottato da tutte le parti! Dopo una fermata (noi prenderlo prima il bus no eh!) arriviamo al tempio, mooolto bello, completamente immerso nel verde e con edifici molto curati e decorati. Li vicino inoltre cominciava un percorso in mezzo al bosco che portava su alle rovine di un castello a 800 metri di altezza; il posto era completamente ricoperto di grossi massi intervallati agli alberi e ad aggiungere un tocco di piu` c’era la neve e il ghiaccio! Freddooo! Alla fine siamo arrivati a meta` percorso che si e` rivelato piu` lungo del previsto quindi ad un certo punto siamo tornati indietro perche` al tempio ci aspettava una cerimonia buddista dove alcuni monaci suonavano un gigante tamburo, molto bella!

Finita la nostra visita al monte, stanchi morti, ci dirigiamo in metro verso un mercato dove speriamo di trovare un po’ di cibo tipico. Mentre chiacchieriamo un tipo seduto vicino a noi comincia a parlare in inglese e a chiederci cose a caso, e` simpatico e ci perdiamo via a chiaccherare…il treno si ferma e tutti scendono, lui si alza e vede che stiamo seduti, cosi ci guarda un po’ storto e ci dice che e` l’ultima fermata…ma che minchia, siamo andati nella direzione sbagliata! vabbe` poco male, risaliamo e ci facciamo una bella dormita!

Alla fine per cena ci siamo fermati in un ristorante dove abbiamo mangiato un secchio di carne cotta sulla piastra in mezzo al tavolo per meno di una decina di euro… incredibile! Pieni come uova di struzzo torniamo verso l’ostello… sono quasi le una e il giorno dopo vogliamo andare a vedere l’alba in un tempio sull’oceano, Andreas vuole andare in un locale a ballare, pero` andare a dormire per dormire meno di 4 ore e` improponibile perche` sarebbe impossibile svegliarsi quindi, la soluzione geniale: andiamo a ballare e poi direttamente al tempio… notte in bianco.. madonna che fatica! :-/ Siamo andati in un locale di cui non ricordo il nome e posto al quinto e sesto piano di un grattacielo in centro; l’interno completamente nero e una musica di gusto discutibile ma alla fine facendo i cretini ci siamo divertiti! Intorno alle 5 siamo tornati a casa e, presa la macchina fotografica, ci avviamo verso la metro per prendere il primo treno e qualcosa da mangiare in un convenient store alias “conbini”: nulla di meglio di un uovo sodo bollito nella salsa di soia e un caffe caldo in lattina! (e non fate quella faccia, era buonissimo!). Non addormentarsi durante il viaggio e` stata dura ma ce l’abbiamo fatta, arrivati nella zona est di Busan prendiamo un autobus che ci dovrebbe portare proprio vicino al tempio ma che in realta` ci molla a tipo un kilometro e mezzo di distanza… li mortacci sua! Eravamo in ritardo per l’alba che cominciava alle 7.03  quindi vista la nostra energia pari  a quella di una cicala morta da tre mesi, ci mettiamo a correre… sono arrivato al tempio che non avevo nemmeno la forza di fare le foto, volevo solo implodere! Comunque sia alla fine dei conti ne e` valsa la pena e devo dire che il posto meritava, a presto le foto!

Finito il nostro foto trip, per colazione, giusto per stare leggeri, ci fermiamo in un ristorante orrido e sporco per provare il pipimpah, un piatto coreano a base di riso, carne e verdure che pero` non mi e` piaciuto molto! Finito il pasto e tornati in albergo, prendiamo su tutto e ci imbarchiamo nel traghetto per il ritorno(finalmenteeee) nella Terra del Sol Levante.

Prossima destinazione: Beppu, citta` degli onsen per eccellenza, rappresenta una meta obbligata per tutti gli amanti degli hot spring giapponesi!

~ di ildiopantofola su 28 febbraio 2010.

2 Risposte to “Viaggione del secolo – II Parte: Busan(Korea)”

  1. Ho riso troppo nella parte della corsa all’alba sull’oceano!
    Complimenti per la resistenza comunque! XD

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