Viaggione del secolo: IV Parte – Okinawa

Cari miei, dove eravamo rimasti? A Beppu, dopo due giorni di rilassamento totale negli onsen in mezzo ai boschi… andiamo a cercare ancora piu` rilassamento ad Okinawa, e sopratutto caldoooooooo! :D
Okinawa per chi non lo sapesse e` un’isola sub-tropicale (ovvero sotto il tropico o credo sia cosi) che rappresenta la prefettura piu` a sud di tutto il Paese del Sol Levante,

Okinawa prefecture

la temperatura in questo periodo e` variabile (si beh se questo si puo` dire variabile…varia piu` la mia temperatura corporea quando ho la febbre!) in media da 21 gradi di giorno a 20 gradi di notte… appero` direte voi! E noi pure ! :) Il nostro terrore piu` grande era quello di non trovare un tempo(atmosferico eh non e` che non sappiamo decidere se stare al sole dopo le una per paura di scottarci) che fosse propriamente adatto a fare il bagno in quei paradisi che ci sono la sparsi ovunque.
Comunque sia preso l’aeroplanino, dopo i controlli bagagli giapponesi che controllano tutto e sempre, compreso il bagaglio che va in stiva, siamo in rotta verso queste belle isolette… il panorama e` spettacolare e il tramonto non lascia il tempo di respirare… stavo a ‘mori`!

La vista del tramonto sopra il Pacifico tra Fukuoka ed Okinawa

Tempo un’oretta e mezza e ci prepariamo ad atterrare, dopo tanto tanto oceano, si intravvedono le prime lingue di terra, cazzo alla fine ce l’abbiamo fatta sul serio, Okinawa! E pensare che fino a pochi giorni prima avevamo solo il biglietto del bus Osaka-Fukuoka…Yattaaaaaaa!!!

 

Prima impressione: caldo cazzarola, caldoooooo e tanto umido! ma quanta voglia avevo di starmene al caldo in maniche corte! Da Dio! Cavolo tutto alla perfezione, siamo stati bravi direi!

Qui ad Okinawa ci stavano aspettando due amiche che studiano con noi ad Osaka, arrivate il giorno stesso in aereo da la: Golf e Aya rispettivamente la mia mamma e zia adottive dalla Thailand e dalla France/Giappone :D Usciamo dal ritiro bagagli dell’aeroporto, incontriamo le nostre amiche che erano venute a prenderci, e ci dirigiamo verso il banco informazioni per farci dare una mappa e chiedere dove e` disperso il nostro ostello. La signorina del primo bancone mi dice gentilmente che devo andare al successivo perche` quello e` per qualcos’altro, quella dopo mi dice qualcosa di simile e finalmente alla terza vado bene (avro` la faccia antipatica o puzzavo.. bah) :

Io: “konbanwa, vorremmo sapere dov’e` questo ostello…” – e le porgo il folgietto con il nome.
La tipa: “si ora le mostro sulla cartina… ecco vede e` qui!”

Io: O_o
Io: O_-
Io: o_O
Ancora io: -_-
La tipa: …
Io: … (mi guardo attorno con occhi supplichevoli ed in cerca di supporto…)
La tipa: …
La tipa: …
Io: O_O

non ci credo… ecco ricordate prima che si diceva che era andato tutto liscio… beh insomma la cagata dovevamo pur farla anche qui… cioe` e` come se avessi chiamato prima di arrivare in aeroporto una ditta di riciclo rifiuti organici:

“salve, vorrei ordinare una montagna di cacca da scaricarmi in testa per il mio arrivo a Naha(la capitale di Okinawa)”
“Oh si certo non si preoccupi e` la nostra specialita`, le mando un camion espresso… la vuole fresca o d’annata?”
“assolutamente fresca fumante!”
“perfetto, abbiamo giusto gli arrivi di stamane”
“wrooom wrooom wroommm….gniii. pii pii pii pii pii(retromarcia)…. spataproffffffff “

Insomma sto piffero di ostello che abbiamo prenotato a Fukuoka era a quasi tre ore di autobus da Naha… ovvero dall’altra parte dell’isola…insomma abbiamo capito che quando abbiamo cercato online abbiamo cercato “ostelli Okinawa” e non Naha… beh e che si fa mo’? sono le sei di sera e direi che di andare fin la non se ne parla… con gli occhi tipo quelli del gatto con gli stivali di Shrek ho supplicato la tipa di chiamare ed annullare la prenotazione e per fortuna non c’e` stato nessun problema. Grande siamo a posto! o meglio siamo senza un posto dove dormire… occhioni di nuovo e et voila` ecco un bel posticino alla Sora house per circa 16 euro a notte.

Sistemati ci avviamo verso il centro della citta` in autobus, al primo impatto sembra non molto diversa dal giappone solito, in realta` si nota la presenza dei 65.000 soldati americani(residenti in Okinawa) e comunque la lontananza dal resto del paese; questo perche` c’e` un’atmosfera un poco piu` occidentale li, e` un po’ piu` sporco in giro, e` un po’ meno ordinato… comunque sia scesi dal bus fatti due passi con la brezza leggera della sera che ci accarezza soavemente e ci fa capire quanto bene si possa stare in questo arcipelago spettacolare. Arrivati nella nostra nuova casa, abbastanza stanchi e piu` che abbastanza puzzolenti, ci infiliamo su per le scale verso l’ostello situato al quarto e quinto piano di un edificio. Ci accoglie Naomi (caruccia :P ) che ci spiega tutto e prenotiamo per due notti; il posto e` molto accogliente e pare di essere in una casa privata, niente chiavi per le camere, cucina piccolina, bagno piccolo ma pulitissimo… insomma non so come spiegarvi ma aveva poco dell’ostello a vederesi (e in senso positivo eh!).

Sistemata la roba nelle camere, alias lanciato tutto sul letto, fatto un caffettone e una doccia, ci avviamo verso il punto d’incontro deciso per andare a cena… le prime impressioni su Naha e` che non sia una citta`molto strana pero` si vede che e` diversa dalle altre: piu` sporco in giro, piu` casino, piu` stranieri, insomma ha un che di differente difficile da spiegare… Comunque sia la cena e` andata bene e abbiamo deciso per una serata tranquilla in modo da recuperare le forze. Dopo una grassa cena a base di noodle, un tofu strano che sembrava ricotta e una specie di cetriolo super bitorzoluto (Goya) che a quanto pare e` una cosa super tipica di qui (si trovano anche i portachiavi!) siamo tornati a “casa” e abbiamo dormito di gusto.

Giornata in compagnia tutti insieme, dormire con la finestra aperta, l’arietta fresca che un po’ sa di mare, il sole che accende tutti i colori e fa sembrare bello anche il grigio del cemento: una giornata molto invitante! L’idea per quest’oggi era di andare a vedere una ricostruzione di un villaggio antico tipico di Okinawa, poi andare a fare un giro sulla scogliera di “non ricordo il nome” dove c’e` un posto molto famoso con due scogli legati da una corda, il che ha tutto un significato che mi dispiace ma proprio non mi viene in mente.
Deciso e approvato il piano, andiamo a prendere il bus che sembra avere 30 anni e ci facciamo la nostra gita di un’oretta tra panorami stupendi, acque turchine e… basi militari. La nostra fermata era proprio davanti al villaggio e, nonostante sia una cosa tipicamente turistica, devo dire che il posto meritava. Praticamente e` un insieme di case/edifici costruiti come da tradizione e con all’interno anche alcuni artigiani che preparavano e vendevano prodotti tipici, uno su tutti le porcellane. Dopo la visita alla zona dei serpenti Habu (molto velenosi) da cui qui ricavano svariate cose tra cui anche un liquore molto particolare tenuto in una bottiglia in cui e` arrotolato un serpente Habu intero;

Se non fosse che e` vietatissimo esportare in Europa animali seppur morti, ne avrei presa una subito!


ci siamo fermati a fare una “bevuta” rifocillante di latte direttamente da dentro il cocco… il banchetto dove li vendevano era molto bellino e invitante, con tutti sti bei “cocconi” verdi e succulenti e una giappa che ti sorrideva simpaticamente, poi ti avvicinavi, gli compri un cocco e questa tira fuori una specie di macete e con tre colpi secchi taglia la “testa” alla povera noce: sembrava Silvester Stallone in Rambo! “Gonfi” di energie, andiamo a prendere un altro autobus che ci dovrebbe portare alla fantomatica scogliera; il posto e` molto bello e suggestivo, dicono sia famoso per i tramonti ma erano ancora le una del pomeriggio… cavolo dobbiamo cibarci di qualcosa e poi trovare qualcosa da fare per passare il tempo, cosi assaltiamo un combini ( un convinient store) e mangiamo a capofitto dei bento seduti all’ombra di un alberello simpatico(si era proprio simpatico). Ora facciamo il punto della situazione:

- abbiamo mangiato
- dobbiamo aspettare il tramonto
- sono le una del pomeriggio
- siamo ad Okinawa

Se uno piu` uno fa due e anche se facesse tre a noi non importa, la cosa piu` ovvia da fare nonostante le nostre menti da gente del nord e` quindi andare in spiaggia! Dico che siamo genti del nord perche` magari non vi rendete conto o per voi non e` cosi strano, ma a me di andare in spiaggia a fine Febbraio fa proprio tanto strano… sopratutto perche` arrivati la il posto era bellissimo e nel giro di un nano secondo eravamo tutti in mutande a sguazzare nell’oceano! E pensare che ci avevano detto che l’acqua era fredda e bla bla bla… ma se quella la chiamavano fredda io sono una renna di Babbo Natale! E` difficile da spiegare, troppo bello! Poi con il fatto che non c’erano turisti dato il periodo, era una spiaggia quasi tutta nostra, cioe` c’erano resti di coralli ovunque! Spettacoloso!
Ora non vi dico quante stronzate abbiamo fatto in quella spiaggia, vedrete le foto, ma devo dire che e` stata proprio una bella giornata!

E` ormai ora del tramonto e ci avviamo a piedi verso la scogliera, arrivati a destinazione troviamo un gruppo di giappici che da bravi stanno tutti lungo il “perimetro” del sentiero ad ammirare il sole; noi da buoni europei decidiamo che da una posizione piu` “avanzata” ci sarebbe stata una visuale migliore, cosi scavalchiamo e ci incamminiamo… ecco quando dicevo (non ricordo se l’ho gia` scritto in altre occasioni o meno ma e` lo stesso) che i giappi rispettano le regole si molto piu` di noi, ma hanno solo bisogno di una “spintina” e anche loro si lasciano andare alle piu` temibili trasgressioni (scavalcare una cordicella eh!), insomma appena hanno visto noi tutti si sono messi a scavalcare e ad andare verso il bordo della scogliera.
Beh di quel tramonto che causa nuvole non e` stato un granche`, ricordo piu` due piccoli Buddha di pietra sorridenti e pacifici messi la tra le rocce della scogliera senza nessuna indicazione, anzi quasi nascosti per assicurare loro pace e serenita`; erano proprio bellini!

Or ora dato anche il brutto tempo che si avvicinava andiamo a prendere un bus per tornare verso la civilta`, grassa ronfata e pure risate sentendo Jose lamentarsi di aver perso le mutande XD. In un’oretta abbondante siamo di nuovo nel caos ordinato di Naha. Obiettivo ora, andare a mangiare qualcosa e poi fare un giro per la via principale della citta` per fare shopping a go-go! Io comprerei tutto!

La serata e` scorsa via tranquillamente e arrivati in ostello abbiamo ciaccolato del piu` e del meno in compagnia di altri ospiti, suonato il sanshin (strumento tradizionale di Okinawa tipo mandolino a tre corde) e poi fatto tante nanne… I programmi per domani, penultimo giorno in questo paradiso, sono di affrontare la natura selvaggia e immacolata che le mini isolette tropicali tutto attorno ad Okinawa offrono… domani si parte per l’avventura: Zamami island arriviamooooo!

~ di ildiopantofola su 1 febbraio 2011.

2 Risposte to “Viaggione del secolo: IV Parte – Okinawa”

  1. Pantofoloooo che bello il racconto! L’ho praticamente bevuto a blocco e adesso ho una gran voglia di andare a Okinawa!
    Ma che bello l’ “ostello” dove siete stati, praticamente eravate ospiti a casa di una sconosciuta :) e mi ha fatto particolarmente ridere la parte del banco informazioni, conosco molto bene quel tipo di situazioni da “faccia da gatto di Shrek”, anch’io ne ho avute tante in Giappone, e c’è sempre qualche gentilissimo addetto _a qualcosa_ che ti salva la vita!
    vai adesso che sei lanciato aspetto il seguitoooooo!

    • eheheh :D grazie stiluccia! sono contento ti sia piaciuto, ieri poi ho messo su un’altra parte e ora vedo di finire l’ultima!

      Nonostante stia scrivendo dopo quasi un anno mi vengono in mente mille cose, pero` so che se non le scrivessi finirei per dimenticarle mentre cosi rimangono!

      Okinawa e` un paradiso, ha tutto quello che e` bello del Giappone e in piu` c’e` un clima fantastico, un mare spettacolare e tanto verde; insomma credo sia un posto dove si potrebbe veramente vivere bene! :)

      Se ci vai sappi che io vengo con te! ^_____^

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