Viaggione del Secolo: V Parte – Zamami Island, primo giorno.
Zamami Island e` un’isoletta con una manciata di abitanti che si popola apparentemente solo durante la stagione turistica, fa parte dell’arcipelago delle Kerama Islands ed e` a circa un’ora di aliscafo da Naha, il capoluogo di Okinawa.
Dopo questa introduzione storico geografica culturale torniamo a noi: decisi a vivere l’avventura io, Matthias e Andreas (Jose era rimasto con Aya e Golf) impacchettiamo tutto negli zaini, piu` vestiti sporchi che altro
e ci incamminiamo verso il porto dove il traghetto ci attendeva. Comprati i biglietti di sola andata ci imbarchiamo e conquistiamo un simpatico pezzo di pavimento dove dormire durante il viaggio… ecco dire dormire e` un po’ estremo, direi che centrifugare e` un termine piu` azzeccato: credo di non avere mai fatto un viaggio piu` dondolante di quello, sembrava di essere dentro una di quelle bocce che se scuoti fa l’effetto neve che cade, data in mano ad un bimbo schizzofrenico… per mia fortuna non soffro il mal di mare anche se devo dire che un po’ di nausea mi e` venuta!
Anyway, con l’avvicinarsi della meta` il profilo dell’isola si fa sempre piu` nitido e il mare vicino alla costa e` a dir poco cristallino! Il tempo e` un po’ incerto il che non ci fa sperare troppo bene ma non temiamo e portiamo i nostri fondoschiena a terra.

Nel porticciolo del mini paesello di 20 case si e no abbiamo fortunatamente trovato una specie di punto informazioni dove chiedere cosa potevamo fare delle nostre inutili vite; da bravi uomini duri non potevamo fare altro che noleggiare una tenda con cui campeggiare in un qualche posto a caso e, cosa ancora piu` importante noleggiare delle canne da pesca con cui cacciare la nostra cena! muahahah! Gentilmente la tipa ci dice che possiamo ritirare la tenda al campeggio che c’e` a 10 minuti di cammino da li, perfetto, abbiamo un posto dove dormire e una cena da procacciare, pranziamo al ristorantino del luogo e poi si va!
Rifocillati ci avviamo verso la nostra casetta di tela da montare,

il tempo non sembra migliorare ma per lo meno rimane caldo anche se il vento comincia ad essere quasi fastidioso, speriamo in bene. Eccoci arrivati al campeggio!
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Quello che ci troviamo davanti e` nientepopodimeno che la nostra bellissima tenda: va che roba! (vedi foto!)

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ma come non la vedete!?
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ma e` cosi chiara!
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non vedete quel bellissimo campeggio pieno di accoglienti personcine che ci danno la tenda??
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ok ok ora vi mostro meglio!
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Eccola!

E l’accogliente campeggio:

Ci siamo spaccati dalle risate quando l’abbiamo vista, questo viaggio non ce ne sta risparmiando una di stranezze e cosi deve essere e volevamo che fosse! XD
Esplorata un po’ la zona scopriamo di non avere bagni o docce che siano il che non ci crea problemi alcuni, viva la natura; dopo l’approfondito studio basato sul metodo scientifico decidiamo di piantare la tenda sotto degli alberi vicino alla spiaggia e preparare poi le nostre fide canne da pesca, obiettivo catturare grosse quantita` di pesci prelibati per cena, a vederci chi dubiterebbe mai della nostra competenza?

Voi ora non andate a cercare l’ago nel pagliaio, e che cavolo, dopo un po’ presi dai sensi di colpa nei confronti dei poveri pesciolini innocenti abbiamo deciso che essendo noi ambientalisti convinti non potremmo fare del male a cotali bestiole!
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Inutile dire che non abbiamo catturato nemmeno l’ombra di un pesce XD
Rinunciato alla pesca d’altura (nel senso che il molo era piuttosto alto) decidiamo di andare a fare un giretto in paese, per comprare qualche provvista e cercare qualcosa da fare.

Come potete intuire il giretto e` durato tipo 4 minuti e mezzo. Dopo aver cazzeggiato un po’ la fame comincia a farsi sentire nonostante sia ancora abbastanza presto, il tempo stava peggiorando e ci infiliamo quindi nello stesso ristorantino del pranzo. Siccome noi la sfiga ce la tiriamo dietro tempo una mezzora e come per magia, e giuro e` stato un cambiamento fulmineo, e` cominciato un acquazzone a dir poco esagerato, sembrava ci fosse gente che tirava secchi di acqua giu dal tetto!
Bene facciamo il punto della situazione:
- siamo in un’isola semideserta
- non c’e` nulla da fare
- la tenda e` a buoni 15 minuti a piedi e al totale buio
- piovono secchi di acqua
che si fa che non si fa, usciamo dal ristorante e ci accampiamo nel porticato di sotto dove ascoltiamo un po’ di musica, beviamo birrette e aspettiamo che spiova. Passa il tempo e nulla cambia, nulla cambia finche` ad un certo punto (direte voi: smette di piovere… seeeeee) compare un ragazzo, occidentale a piedi nudi, che viene dalla strada buia che va al campeggio… si ferma sotto l’acqua ci guarda, noi lo guardiamo e cosi abbiamo un nuovo membro del gruppo: si chiama Christian, e` americano ed ha la tenda vicino alla nostra a quanto pare, in piu` studia ad Osaka e sopratutto e` l’americano meno orgoglioso di essere americano che io abbia mai visto!
Beh dopo qualche ora finalmente la pioggia smette e vaghiamo cosi a caso per il paese buio e dormiente senza nessun apparente segno di vita, gira a destra, gira a sinistra, ci troviamo davanti a quello che sembra proprio un bar (se cosi si puo` chiamare, era piu` un izakaya)…ci infiliamo dentro al volo e ci sediamo al bancone vicino a dei vecchiacci giappici decisamente ubriachelli e cosi tra una birra e l’altra cominciamo a parlicchiare con questi abitanti del luogo e con la barista ancora piu partito dei clienti e la barista sua moglie che continuava a tenerlo a distanza finche` e` scomparso nel retrobottega e non e` piu` tornato… mah! La serata passa velocemente e quando il bar si accinge a chiudere ci incamminiamo verso la tenda.
Ok ora, va bene l’isola deserta, va bene il campeggio chiuso e completamente al buio, va bene il tempo di merda, va bene il paesino senza nulla, va bene tutto ma arrivare alla tenda, mettere un piede dentro e sentire la sensazione di avere pestato in una pozzanghera e` proprio sfiga! Insomma abbiamo la tenda che pare un laghetto per le rane quindi dormirci e` infattibile, ole! L’unica cosa da fare e` quindi dormire all’aperto, pero` avendo piovuto tantissimo tutto e` bagnato e dormire per terra si fa si ma dormire sul bagnato e` un po’ troppo. Dopo una serie di imprecazioni in almeno 4 lingue diverse abbandoniamo la tenda e torniamo verso il paese alla ricerca di un posto dove passare la notte non dico al caldo ma per lo meno all’asciutto. Il miglior candidato si e` rivelato essere il porto dove abbiamo fatto incetta di panchine, e abbiamo dormicchiato piu` o meno; Christian che aveva una mini tenda (asciutta) verso credo le 3 del mattino e` andato la perche` nonostante fosse un clima sub tropicale dopo tutta quella pioggia la notte cominciava ad essere freddina…

continua…



