Viaggione del Secolo: V Parte – Zamami Island, secondo giorno.

Sono le cinque del mattino, credo, sento meta` del mio corpo decisamente infreddolita e l’altra meta` acciaccata dalla comoda panchina, mi guardo intorno e l’oceano e` ancora buio e solo lievemente illuminato dal faro che da sul porticciolo. Mi siedo, totalmente rinco, neanche avessi dormito tre ore su una panchina all’aperto al freddo… penso che dovrei dormire un altro po’ perche` da li al traghetto il giorno dopo c’erano ancora diverse ore, mi ristendo ma non riesco, l’aria umida e fredda della notte che viene dal Pacifico e` fastidiosa e ti penetra nelle ossa. Persisto a rigirarmi per un po’ finche` anche Matt si sveglia e dopo poco anche Andreas; anche loro cominciano a sentire il freddo, perche` si sa, il momento piu` freddo della giornata e` l’alba e piu` ci si avvicina piu` la temperatura cala. Decisamente stanchi e un po’ irritati dalla situazione, decidiamo di cercare un posto alternativo da usare come giaciglio e ci avviamo cosi` verso il paese trascinandoci svogliatamente e imprecando a piu` non posso verso quel maledetto che ci ha affittato una tenda stile scolapasta (lui e tutti quelli come lui gli venisse un coccolone!).
Ovviamente di restare all’aperto non se ne parlava, dovevamo trovare un posto al chiuso… ora cavolo sembra una cazzata ma:
- siamo in un paesello di 50 anime
- su di un’isola dispersa
- ostelli o simili non esistono
- sono le 5 del mattino
- c’e` un fottuto freddo
- la tenda ha un laghetto dei pesci rossi dentro
- tutto e` bagnato dalla fuckin’ 雨 (pioggia)
dove diavolo andiamo?

Il primo posto che ci e` passato per la testa e` stato una specie di magazzino/ripostiglio infilato sotto le gradinate vicine ad un campo da calcio se non sbaglio lungo la strada che porta al campeggio; ci incamminiamo, arriviamo davanti alla porticina di ferro ed e` aperta, bene, Andreas entra a dare un’occhiata ma dice che non e` fattibile perche` troppo pieno di roba, non ci stiamo, io sarei anche stato ma vabbe. Torniamo quindi verso il paese con gia` una mezza idea di star svegli ad aspettare il traghetto, passiamo davanti ad una struttura abbastanza grande che sembra una palestra di una scuola, mi avvicino alla porta a vetri e spio dentro: pavimento di legno, un palcoscenico e tante sedie, sembrava piu` un teatro o una sala conferenze, non so pero` il pavimento di legno significa caldo, o meglio meno freddo e poi e` comunque al chiuso. Senza tante speranze provo, giro la maniglia , chiusa… e che palle! Un po’ scazzato faccio per andarmene e passando provo ad aprire la porta a fianco: aperta! ma vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!

Contenti della nostra conquista, prendiamo possesso del fortino: chi si stende sulle sedie, chi per terra, chi vicino alla finestra. Finalmente un posto dove fare un pisolino in attesa del giorno dopo! Ole!!!
Fatta direi, ora si riposa un po’ e la mattina dopo ci facciamo una grassa colazione e ce ne andiamo a prendere il traghetto cosi torniamo alla civilta`! sarebbe ora!



Sto dormendo, (non che io mi ricordi me stesso che dorme) ma so che stavo dormendo, e` passata circa mezz’ora da quando siamo arrivati nel nuovo giaciglio, qui si riesce a dormire meglio senza la brezza marina. Sento qualcosa che mi muove ma sapete quando siete stanchi non ci fate troppo caso; credo un attimo dopo o qualche decina di secondi, non so di preciso perche` sono nel dormiveglia, qualcosa mi muove con decisamente piu` forza, sale forte un rumore che sembra un lungo tuono, non sono io che mi muovo, e` il pavimento che mi muove! Credo di essere saltato direttamente da steso per terra in piedi vicino al muro:

Buongiorno terremoto!

Una bella scossa devo dire, il tutto ballava abbastanza! Credo sia durata una trentina di secondi e poi si e` placata. Queste le info relative al terremoto:

Magnitude 7.0
Date-Time
* Friday, February 26, 2010 at 20:31:27 UTC
* Saturday, February 27, 2010 at 05:31:27 AM at epicenter
* Time of Earthquake in other Time Zones
Location 25.902°N, 128.417°E
Depth 22 km (13.7 miles) set by location program
Region RYUKYU ISLANDS, JAPAN
Distances
80 km (50 miles) ESE of Naha, Okinawa, Japan
455 km (285 miles) ENE of Ishigaki-jima, Ryukyu Islands, Japan
665 km (415 miles) SSW of Kagoshima, Kyushu, Japan
1530 km (950 miles) SW of TOKYO, Japan

Il terremoto e` stato di magnitudo 7 che e` decisamente alta pero` essendo l’epicentro ad 80 km l’intensita` percepita da noi era inferiore, difatti non ci sono stati danni, solo un risveglio un po’ turbolento.

Comunque sia, tornando a noi, finita la scossa io sinceramente di dormire voglia proprio non ne avevo anche perche` ne avevo i maroccoli pieni di quella nottata quindi tanto valeva starsene svegli. Ero li in piedi che spiavo fuori dalla finestra mentre gli altri due si rimettevano a dormire, il terremoto in se non che mi crei problemi, piu` che altro perche` in Giappone non sono mai un problema visto che ci convivono; la cosa che pensavo io era il fatto che stavamo dormendo a tipo cinque metri dall’oceano e se per caso dovesse fare un po’ di tsunami post terremoto magari non sarebbe il posto migliore dove stare. Pongo cosi la faccenda a Matt ed Andreas che mi dicono che se ci fosse un presunto pericolo darebbero l’allarme, la cosa un po’ inquietante della faccenda e` semplicemente che di li a cinque minuti la gente del luogo ha iniziato a venire verso la spiaggia, chi con il motorino, chi a piedi, chi in auto, la gente arrivava sulla spiaggia tutti con una torcia a scrutare il livello dell’acqua per verificare un eventuale pericolo. Essendo queste persone che abitano li da una vita probabilmente sanno come funziona e difatti tempo cinque minuti e una simpatica sirena seguita da una voce ha avvertito la gente di portare attenzione. Detto questo siamo usciti dal nostro rifugio e siamo andati al porto dove c’erano altre persone, abbiamo chiesto qui e la com’era la situazione ma tutti dicevano che non arrivera` nessuno tsunami.
Ormai svegli e con il cielo che stava schiarendo la voglia di dormire era svanita cosi ci dirigiamo verso il paese e seguiamo la strada che sale su per la collina dell’isola, camminiamo per qualche centinaio di metri finche` un pulmino arriva da dietro di noi e si ferma al nostro fianco: questa si chiama organizzazione ed efficienza giapponese :D cioe` capite questi quattro gatti in sta isoletta dispersa hanno un pulmino che in caso di pericolo prende su la gente e la porta sulla cima della collina dove c’e` una casetta rifugio dove stare in caso di pericolo….sono proprio giapponesi!

Una volta ritornati in paese, recuperati Andreas e Christian, abbiamo comprato il biglietto per il traghetto di ritorno e ce ne siamo tornati alla mai tanto amata civilta`.
La giornata successiva ci siamo svaccati allegramente all’ostello prima e poi siamo andati a fare un giro per la citta`; l’organizzazione giapponese ancora una volta ci ha stupito, essendoci stato un tsunami warning advisory della Japan Metereological Agency in citta` c’era polizia ovunque che chiudeva le strade, e gli accessi alle spiagge, fosse successo da noi sarebbero ancora tutti in panico e ci sarebbe tutto bloccato. Alla fine abbiamo passato il pomeriggio a chiaccherare con una signora giapponese mentre attendavamo con tante altre persone di vedere questo fantomatico tsunami che alla fine non e` mai arrivato. In compenso questa signora ci ha poi portato in giro per Naha e prima di salutarci ha regalato ad ognuno un piccolo portacandele in vetro soffiato super colorato molto bello: cari che sono i giappici!!! :D

Credo sia la fila di distributori automatici piu` lunga del globo :) e peraltro non era nemmeno che ne so, in una grande stazione!


Solo i giappici potevano costruire una sopraelevata che passa praticamente a cinque metri dalla spiaggia...


La sera poi abbiamo fatto cena assieme ad un po’ di gente in ostello e abbiamo passato la serata ciaccolando e facendo un po’ di casino e poi ce ne siamo andati svogliatamente a dormire pensando che l’indomani avevamo l’aereo per il ritorno.

Buona notte!

Da sinistra: Matthias, Christian e Andreas.


Ryoko


Naomi

~ di ildiopantofola su 2 febbraio 2011.

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