Eccomi qui, si avete ragione, me la tiro a bomba in questo periodo! Comunque sia sono in Giappone e me lo posso permettere! …. ;-P sto scherzando ovviamente! In questi ultimi giorni e` stato tutto un turbine di cose, ero come un calzino in lavatrice, gira di qui, gira di la, gira di qui ancora… sono rincoglionito
Insomma ho da studiare giapponese, il mio prof per la tesi che mi svanga i maroni con il report settimanale dei miei progressi… ma corri de longo ala`! Poi e` venuta la mia donzella a trovarmi insieme alla sorella e ad Alessandro, quindi il tempo a disposizione si e` decimato e ora per trovare il tempo di scrivere sul blog mi tocca arrivare alle ore tarde circondato da una foresta di calzini, mutande, reggiseni, magliette e pantaloni tutti bagnaticci ma per lo meno profumati!
Anyway, devo raccontarvi miliardi di cose che ho fatto in questi giorni… cominciamo con l’esperienza piu` giappa che io abbia mai fatto da quando sono qui; dunque…
C’era una volta un giovane cavaliere in un regno governato da un malvagio tiranno, la cui figlia era la dama piu` bella dell’intero reame. Il prode cavaliere chiese la mano della dama ma il perfido padre….
Ah no ‘spetta quella era la settimana scorsa… mmm tempo fa sono andato con la donzella a Koya-san (san=montagna) un villaggio appunto sul monte Koya nella prefettura di Wakayama. Il perche` ho scelto quel posto freddo e coperto di neve e` semplice: e` un luogo in cui ci sono piu di cinquanta templi attivi in cui si puo` passare la notte. Il viaggio in treno e` molto piacevole perche` da l’occasione di vedere anche paesaggi che vivendo in una citta` come Osaka non si vedono mai; e` strano vedere la campagna con poche case, per lo piu` architettura tradizionale, e tanti campi e verde intorno! Una volta arrivati alla fermata Gokurakubashi (o qualcosa del genere ma c’era Goku di mezzo: kamehamehaaaaaaaa) bisogna cambiare e prendere una specie di treno/filovia che va su per il fianco della montagna a 45 gradi…. ne voglio uno anche io!

Il paese e` molto tranquillo e ci sono veramente piu` templi che case. Il nostro si chiama Eko-in, uno dei piu` antichi del posto e veramente bello! Al nostro arrivo un monaco molto giovane ci ha accolto e parlando un inglese mille volte migliore del mio ci ha invitati a seguirlo fino alla camera; il posto e` molto grande e tenuto veramente bene, il giardinetto interno e` affascinante ed il fatto che fosse coperto di neve rendeva tutto speciale! La camera e` ovviamente tradizionale con il tatami, le porte di legno e carta, al centro il tavolino basso con la coperta e lo scalda piedi al di sotto e` fantastico, se lo provate ve ne innamorate! (ne voglio uno anche io!). Infine una verandina che si affaccia sul giardinetto interno faceva da ciliegina sulla torta. Detto cosi sembra il paradiso in terra ma qualche problemino ce l’aveva… al di fuori della camera (anche li se la stufetta era spenta) c’erano tre gradi centigradi!!! Porca pagnotta che freddo! E toglietevi voi le scarpe ogni volta che entrate nel tempio e infilate i piedi nelle ciabattine a tre gradi, ‘na cosa wow… Comunque sia faceva parte dell’esperienza quindi era ok!


Per il resto della giornata siamo poi andati in giro per il paesello a vedere templi e tempietti e tempioni e chi cosi via, molto belli anche se alla fine un po’ ripetitivi. Dato che alle cinque e trenta ci servivano la cena, un’oretta prima siamo tornati e ci siamo bevuti un buon te` caldo con i biscottini appositamente preparati sul tavolino in camera.

Arrivata la cena un monaco ci ha portato quattro piccoli tavolini con diversi piatti tutti vegetariani e tutti sistemati rigorosamente secondo una qualche logica. Inutile dire che era favolosa, ho divorato tutto!


Ora, dopo una big cena, il freddo fuori, ditemi voi cosa si puo` volere di piu` di un bel bagno tipico giappo(ne voglio uno anche io!)! Preso il mio yukata mi sono avviato verso il bagno e li mi sono letteralmente sciolto dentro all’acqua bollente… credetemi quando sono uscito che c’erano tre gradi non sentivo un filo di freddo! Non mi vedevo ma probabilmente fumavo tipo quando si respira all’aperto d’inverno…!

Dopo che anche Sara si e` cotta ben bene ci siamo rivestiti e usciti. Voi vi chiederete perche` mai dopo un bel bagno caldo uscire al freddo…beh “l’attrazione” piu` famosa di Koyasan e` il cimitero enorme che riposa protetto nella foresta di cedri(credo siano cedri) secolari e che vanta all’incirca 200.000 tombe e si snoda per due kilometri fino ad arrivare ad un tempio. L’atmosfera e` a dir poco fantastica, il posto e` illuminato dalla sola luce lunare e dalle poche lanterne di pietra disposte lungo il percorso… Io ero saltellante dall’eccitazione, la Sara non proprio… io non capisco cosa ci sia da avere paura in un cimitero di notte
PP


Il mattino seguente ci aspettava la sveglia alle 6.40, non obbligatoria eh ma alle sette del mattino i monaci cominciavano un rito di preghiera all’interno della sala sacra del tempio a cui ci hanno invitato ad assistere la sera prima. C’erano quattro monaci che recitavano un sutra(non so se si chiami cosi…) quasi cantando in una specie di cantilena ipnotica, il profumo quasi pungente dell’incenso, la luce soffusa della candele ad illuminare i loro volti con gli occhi chiusi a guardare dentro se stessi e molto oltre. E` stata un’esperienza mistica! Dopo una mezz’ora hanno finito e ci hanno portato in un piccolo tempietto fuori dove hanno tenuto la cerimonia del fuoco, anche questa molto affascinante! Il perche` sia chiamata cerimonia del fuoco lo capirete dalla foto!

Tornati in albergo, entriamo in camera e scopriamo con gioia che la colazione e` gia` li pronta ad aspettarci: anche questa e` composta ovviamente di piatti vegetariani e riso ma vi assicuro che questi monaci ci sanno proprio fare con i fornelli! E` stata credo la prima colazione salata della mia vita ma la rifarei!


Durante la mattina l’ultima cosa che ci rimaneva da fare era andare a visitare il cimitero di giorno. Lo spettacolo che ci attendeva valeva da solo la pena di andare fin a Koyasan: migliaia di lapidi coperte di muschio, i grandi cedri che sovrastano imperiosi e difendono il riposo pacifico di chi li riposa; la luce del sole filtrava attraverso i rami e creava lunghi raggi a trafiggere la nebbiolina che, come una grande coperta, era stesa su tutto il percorso. Era assolutamente fantastico! Inoltre la neve posatasi su tutte le lapidi dava quel tocco in piu! Dopo la visita al cimitero siamo andati a prendere i nostri bagagli e, salutando a malincuore l’Eko-in, siamo andati a berci un buon te caldo e poi a prendere il treno per il ritorno.
E` stata una delle esperienze piu` belle che io abbia fatto da quando sono qui, se mai verrete in Giappone, e ve lo auguro di tutto cuore, mettete in conto una notte a Koyasan, vi assicuro senza ombra di dubbio che vale piu` di qualsiasi altra citta` sia essa Tokyo, Osaka, Kyoto, Nara o che altro. (Ovviamente parlo per cio` che ho visto io… il resto non lo so!
)
Ora vi lassio che non ne potrete piu` e vi metto qualche fotina del cimitero! ciauuuu!

Altre fotografie le potete trovare QUI.





























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